Sicurezza
Dall’ospedale al porto turistico due visioni di Cecina a confronto
Il dibattito sui programmi tra i candidati a sindaco di Cecina Paolo Barabino e Samuele Lippi Domenica urne aperte dalle 7 alle 23 per decidere chi guiderà il Comune per i prossimi 5 anni
CECINA. Un auditorium di via Verdi stipato fino all’inverosimile e l’interesse crescente hanno calamitato diverse centinaia di persone al confronto tra i due candidati sindaci. Paolo Barabino e Samuele Lippi (in ordine alfabetico) si scontreranno domenica nel secondo ballottaggio amministrativo a Cecina nel giro di due tornate elettorali.
In corsa al ballottaggio da soli. Lippi: «Ho incontrato i rappresentanti delle forze che avevano raccolto delle preferenze (Sel, Tovani, M5s). Non è mia intenzione cercare apparentamenti. Mi interessava ascoltare i cittadini che avevano un progetto alternativo. Volevo ascoltare alcune istanze che credevo importanti». Barabino: «Abbiamo un progetto di cambiamento. Crediamo sia giusto andare avanti con le persone che lo hanno sposato. Un apparentamento avrebbe voluto dire mutare i numeri in consiglio comunale e non avere la certezza di attuare il programma. Questa è coerenza».
La ricetta per rilanciare Cecina. Barabino: «Turismo, commercio e imprese sono il nostro cuore. Quando avremo superato il degrado in città saremo al minimo sindacale. Per ripartire dobbiamo fare di più: abbiamo un’idea importante per il turismo. Siamo in contatto con esperti della Luiss che hanno stilato un progetto all’Elba finanziandolo con la tassa di sbarco. Potremo farlo con la tassa di soggiorno». Lippi: «Cecina ha vissuto troppo di sviluppo edilizio. La mia idea è convertire le realtà edilizie attraverso la green economy. È stato di recente pubblicato un regolamento sulla bioedilizia, utilizziamolo. Gli oneri di urbanizzazione possono essere abbattuti fino al 70 per cento oggi siamo al 30 per cento. La green economy ci può consentire di avere un marchio di qualità».
Porto turistico e l’autostrada. Lippi: «Il porto è il motore degli investimenti sul territorio. A margine di questa infrastruttura c’è il rifacimento delle spiagge. Chiedo solo il rispetto delle prescrizioni. La Tirrenica non andava realizzata qui, dove c’era la Variante, ma a sud di Grosseto. Mi batterò per l’esenzione dei residenti nel raggio di 45 km. Non importa cosa dica Rossi». Barabino: «Ormai l’autostrada qui è un fatto. A questo punto dobbiamo assicurarci che venga completata. Come amministratori dovremo interessarci alla realizzazione delle complanari e alla conferma dell’esenzione. Sul porto siamo sempre stati favorevoli e ci auguriamo che l’infrastruttura finisca il prima possibile. Decidiamo in autonomia».
La sanità e il futuro dell’ospedale di Cecina. Barabino: «Siamo stati i primi a sollevare il problema, poi è arrivato il comitato di don Reno e per ultimo il Pd. C’è una mozione approvata in consiglio regionale: quella è la nostra linea del Piave. A cui aggiungeremo il Pal». Lippi: «L’ospedale non diventerà un pronto soccorso. La vergogna sono le liste di attesa, poi metteremo in discussione le convenzioni tra azienda sanitaria e aziende ospedaliere che prosciugano molti utenti. Tac e risonanza devono lavorare come nel privato».
Decoro urbano, spiagge e pineta.Lippi: «Voglio predisporre un piano per manutenzioni e decoro cittadino. Un progetto di interventi serio e rigoroso. Il decoro è importante per l’immagine che diamo ai turisti. Le spiagge libere devono essere pulite come quelle dei privati che ogni anno si consorziano». Barabino: «La pulizia delle spiagge pubbliche va inserita nella convenzione demaniale marittima. Sul Comune sono pendenti i condoni edilizi dal 1985. Li abbiamo stimati in circa un milione di euro, con l’impegno potremmo avere 200mila euro l’anno senza neanche il vincolo del patto di stabilità».
La macchina comunale. Barabino: «La riorganizzazione parte dalle persone e dal loro gradimento del lavoro. I dipendenti del Comune di Cecina non sono contenti perché mancano organizzazione o coordinazione. Sui dirigenti: ce ne sono due a contratto determinato, potremo valutare se rinnovarli». Lippi: «L’attuale organizzazione risale a 20 anni fa. La risposta? Profonda riorganizzazione. La macchina va smontata e rimontata. A regime sono sufficienti due dirigenti, bastano due aree: servizi ai cittadini e alle imprese. Chiudiamo con i rimpalli di competenze e i viaggi negli uffici».
Il confronto in consiglio comunale. Barabino: «Penso che ci sia poco da ricucire. Dopo 70 anni il Comune diverrà una casa di vetro». Lippi: «Non avrò problema a parlare con chiunque. Serve una nuova stagione di cooperazione. Sono una persona che concerta».
La caccia al voto degli indecisi. Lippi: «In ballo ci sono storie e visioni della vita diverse. Esistono le condizioni per ripartire; dobbiamo riorganizzare la macchina comunale, lavorare sul decoro. Ho proposto il collegamento tra marina di Bibbona e Marina di Cecina, il turismo sportivo, la green economy». Barabino: «La scelta è semplice: vi è piaciuto come è Cecina oggi con la Magona, con il degrado, con le scuole e gli impianti sportivi rotti? Vi piace tutto questo? Se vi piace votate Lippi, dall’altra parte ci sono io con una serie di persone competenti».
Come intercettare i fondi europei. «È importante l’istituzione di un ufficio ad hoc. Va, poi, valorizzato il tessuto del privato e del sociale. Le disponibilità economiche sul fronte europeo ci sono ma esiste anche il crowfounding. Ritengo fondamentali le risorse umane, i cittadini devono essere parte dell’amministrazione». Barabino: «Abbiamo previsto nel programma un ufficio specifico e contattato ex parlamentari europei. In Italia, siamo un po’ indietro rispetto agli altri paesi. All’estero concordano i progetti con i funzionari. Servono persone specializzate».
Che cosa rappresenta Cecina. Barabino: «È la città dove sono nato e dove mio padre aveva un negozio. I miei genitori hanno lavorato per far studiare quattro figli. Cecina è il nido della mia famiglia, il territorio che mi ha fatto crescere e a cui restituire qualcosa». Lippi: «Sono cecinese, nato a Marina, vissuto a Palazzi, Palazzaccio e alla Città nuova. Vedo Cecina e mi viene in mente il profumo del salmastro, dei pini e della pineta. Forse abbiamo fatto troppo in passato ed è per questo che siamo in difficoltà oggi».
Testo raccolto da Rino Bucci
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AL VOTO DEI DUE CANDIDATI
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