Il Tirreno

Barabino-Gasperini, sale la tensione

Il candidato: «Ho altre mire? Scemenze». Cecina Insieme: «Mai chiesto poltrone»

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CECINA. Frecciate e ancora frecciate fra Barabino e la coalizione Insieme. Il candidato del centrodestra - rispondendo a Cecina Insieme - smentisce di non essere interessato a fare il sindaco, avendo mire più alte. «A tale scemenza - dice Barabino - una delle più grosse che abbia sentito in vita mia, ho replicato con ironia, invitando i concittadini a farmi un dispetto e dunque a votarmi l'8 giugno per farmi divenire Sindaco! Ieri ben quattro persone mi hanno chiesto se avessi intenzione di divenire sindaco, stamani altre tre e mi hanno riferito di conversazioni sul punto sia in spiaggia che in cene conviviali. A tal punto la questione non mi fa più ridere. Ribadisco fortemente che quanto affermato nella nota di "Cecina Insieme" è una emerita cretinata. C'ho messo la faccia presentandomi per la seconda volta, in barba ai politici consumati che mi sconsigliavano dopo l'ottimo risultato di cinque anni or sono, ho coinvolto nell'avventura nuovi e vecchi amici, mi sono presentato ai miei concittadini da "figlio di Cecina". Cecina, appunto, dove sono nato. cresciuto, vissuto, dove vive la mia famiglia e lavoro, dove i più mi conoscono e, voglio sperare, quantomeno come una persona seria e trasparente. Non ho mai preso in giro alcuno. Cari concittadini, via tutte le scemenze, venite a votarmi per il ballottaggio dell'8 giugno». Sull’altra sponda, tuttavia, Cecina Insieme non le manda a dire a proposito della vicenda del mancato apparentamento. «Non abbiamo chiesto assessorati, né a Barabino né ad altri, e non li vogliamo - scrive Gasperini per Cecina Insieme - Stonano e cozzano poi con i principi democratici le affermazioni con cui qualcuno bolla le alleanze previste peraltro dalla legge elettorale: se rappresenti solo il 29% dei cittadini e vuoi fare il Sindaco devi avere il coraggio di accordarti sui programmi con altri di loro, altrimenti vince la spocchia e non la responsabilità o il senso della polis». «La questione non sono gli assessorati, ma i temi, le cose da fare. Noi abbiamo stilato un documento di 15 punti che rappresentano in modo forte il nostro percorso e il nostro elettorato. Volevamo condividerli e integrarli, trovando una sintesi, col candidato del 29% (il Barabino), il cui programma ha carenze gravissime per i nostri elettori, soprattutto sui temi degli interessi costituiti (vedi convenzioni edilizie, autostrada, ospedale, ecc.), andando tutti insieme, presenti sulla scheda (perché è bene essere chiari) a chiedere al 50% dell'elettorato di darci fiducia. La questione della maggioranza consiliare (non della giunta, quindi niente assessorati), cioè del perché è necessario che gli appoggi siano esplicitamente alleanze: la sintesi trovata sui programmi può essere controllata solo da una maggioranza che si regga su quell'accordo»

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