Il dolore
Allarme soccorsi sul mare Per accedere solo sentieri
Il caso della morte di Emidio Dottori riapre il problema del passaggio delle ambulanze sul litorale sud di Vada, la Forestale: «Tutelare la riserva naturale»
VADA. «La nostra priorità è la tutela degli aspetti naturalistici e poi in effetti esistono strade di accesso da via dei Cavaleggeri alla spiaggia». Lo assicura Massimo Celati, comandante della Forestale di Cecina, a cui fa capo la competenza dell’area naturalistica a ridosso della spiaggia a sud di Vada.
Fatto sta che venerdì pomeriggio Emidio Dottori ha perso la vita sull’arenile nei pressi del suo stabilimento balneare (Dune mosse) e i molti presenti hanno raccontato di oggettive difficoltà delle operazioni di soccorso.
Difficoltà dovute sostanzialmente a due aspetti. Il primo è legato a un problema di ordine sanitario, ossia l’oggettiva carenza di personale sanitario nelle varie sedi dell’emergenza sanitaria.
Come conferma il presidente Nicola Di Paco, l’ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano, competente territorialmente per l’area di Vada, è arrivata sulla spiaggia senza medico a bordo «dato che il professionista era su un altro intervento urgente a Bibbona, che la Pubblica assistenza di Cecina non aveva potuto coprire visto che il dottore era già impegnato su un altro evento urgente». È vero che il professionista di Cecina, appena si è reso libero, è arrivato sull’arenile a sud di Vada, ma è evidente che un solo medico per ogni postazione di emergenza sanitaria non può bastare, soprattutto con l’arrivo della stagione estiva quando il territorio accoglie migliaia di turisti.
Il secondo aspetto che può rendere difficili i soccorsi sulla battigia a sud di Vada è senza dubbio la carenza di accessi. «A mio avviso le strade ci sono - specifica Celati -: una è al primo Punto azzurro, la seconda è la strada del vecchio pontile del Lamberti, poi c’è quella in zona Tesorino che arriva al terzo Punto azzurro, quello che non è in concessione alla Pro Loco. Inoltre ci sono le strade dei campeggi Tripesce e Rada Etrusca che vanno da via Cavalleggeri al mare».
Celati aggiunge che «è chiaro che non c’è un viale a mare, ma sarebbe impossibile visto che a ridosso dell’arenile c’è una riserva biogenetica. Diciamo che è una situazione analoga a quella del Tombolo sud, dove ci sono 5 km di riserva naturale, invece a Vada la parte da salvaguardare si estende solo per una fascia ampia meno di 200 metri».
Infine Celati, che vuole fare le condoglianze della Forestale alla famiglia Dottori, ricorda che proprio il bagno Dune mosse «ha in concessione, per il periodo estivo, un sentiero carrabile che dal parcheggio del primo Punto azzurro, costeggia le tubazioni di Solvay e arriva a ridosso dello stabilimento».
In realtà venerdì pomeriggio la Pubblica assistenza di Rosignano non è passata da questo sentiero, ma una volta raggiunto il parcheggio del Punto azzurro 1 è stata guidata dal figlio di Emidio Dottori, che a bordo di una jeep ha fatto strada all’ambulanza, passando da un altro percorso a metà della riserva tra le tamerici.
«Tra l’altro - spiega Di Paco - noi non abbiamo le chiavi della sbarra che chiude il sentiero in concessione a Dune mosse, ma solo quelle dei cancelli che lungo la zona delle Spiagge bianche fanno capo alla società Solvay».(a.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
