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Pagliara e il doping: spunta una foto per la difesa del pugile

Pagliara e il doping: spunta una foto per la difesa del pugile

Testimonianze non convergenti e con molti vuoti e “non ricordo”, sufficienti, però, ad impedire di effettuare un test del Dna che potrebbe essere decisivo. E una foto, emersa proprio in...

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CECINA. Testimonianze non convergenti e con molti vuoti e “non ricordo”, sufficienti, però, ad impedire di effettuare un test del Dna che potrebbe essere decisivo. E una foto, emersa proprio in questi giorni, che confermerebbe come quanto dichiarato alla procura antidoping del Coni dal pugile Floriano Pagliara corrisponderebbe a realtà. Il caso doping del pugile cecinese vivrà oggi un importante passaggio, con la prima sezione del Tna che ha fissato per le 14.30 una udienza nei confronti di Pagliara. Si parte dalla testimonianza del dottor Andrea Ciangherotti, medico Dco incaricato delle operazioni di controllo antidoping e interrogato il 20 gennaio dalla procura antidoping. Ciangherotti dichiara che i due pugili arrivano insieme nella stanza adibita al controllo. L’orario di ingresso dichiarato da Ciangherotti, e riportata nel verbale della testimonianza alla procura antidoping, è quello delle 23.30. «Le operazioni di controllo sono iniziate alle 23.30, come si evince dal mio verbale – ha dichiarato il medico – l’atleta Ardito ha urinato prima, alle 00.35 con chiusura delle operazioni e firma del verbale alle 00.45».

Per il dottore incaricato delle operazioni antidoping Pagliara effettua la sua minzione in un'unica volta. «L’atleta Pagliara, invece, ha urinato in un’unica volta, alle ore 00.50 con fine delle operazioni alle ore 1 – ha dichiarato Ciangherotti alla procura – inoltre non erano presenti altre persone all’interno dei locali ad esclusione di quelle sopra indicate (dunque Pagliara, Ardito, Ciangherotti e il dottore della Fpi Truppa ndr)». Dichiarazione, però, che non coincide con quella rilasciata dall’avversario di Pagliara, il fiorentino Angelo Ardito. «Ricordo che il mio avversario non era riuscito a completare la minzione in un’unica soluzione – ha dichiarato il Ardito alla procura antodoping lo scorso 24 gennaio – una parte l’aveva prodotta prima di me e l’altra probabilmente quando sono andato via». Non solo, Ardito ha dichiarato anche di ricordare con «certezza che quando sono entrato nel bagno per fare l’urina Pagliara era nella stanza antibagno con il contenitore in mano contenente la sua urina parziale in attesa di urinare ancora». Un’ipotesi confermata anche dalla testimonianza dell’altro dottore presente, Ezio Truppa. Tesi che verrebbe, e questa è la vera novità, smentita da una foto scattata proprio all’interno degli spogliatoi nei quali si svolgeva il test antidoping. Nella foto si vede chiaramente un tifoso in compagnia di Pagliara con in mano la cintura di campione italiano e il suo allenatore Don Saxby. L’orario sarebbe quello delle 23.45. La foto dimostrerebbe come Pagliara, tra le 23.30 e le 00.45, non sia rimasto sempre all’interno dello spogliatoio in attesa di effettuare il test e che, a differenza di quanto detto alla procura, all’interno dello spogliatoio fossero presenti altre persone non dichiarate nei verbali. Incongruenze che, l’avvocato di Pagliara, il romano Paolo Rodella, farà notare l per riaprire un caso che si sta tingendo sempre più di giallo.(a.bi.)

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