La manifestazione
Nasce l’Arcigay a Cecina e prepara un flashmob
Mazzinghi e Bertolini: in consiglio comunale la mozione contro l’omofobia passò con metà voti, c’è l’esigenza di fare qualcosa di più per cambiare
CECINA. Nasce Led, l’Arcigay di Cecina. Ieri mattina la presentazione ufficiale, durante una conferenza stampa presso il bar Esedra in viale Marconi. Led (Libertà e diritti) costituitasi il 13 di questo mese, a partire dall'ultimo congresso nazionale (svoltosi la settimana scorsa) è ufficialmente affiliata ad Arcigay nazionale. Sarà quindi la prima volta che in Bassa Val di Cecina sarà presente l'Arcigay. Ma Led è qualcosa di più. Si occuperà di ogni sorta di discriminazione, e quindi non solo omofobia e transfobia, ma ad esempio anche di violenza sulle donne e razzismo. Finora per difendere i diritti di coloro oggetti di discriminazione bisognava andare fino a Livorno o addirittura Pisa. Soddisfazione è stata espressa dai cinque membri del collegio direttivo: Luca Mazzinghi, presidente Led, Paolo Bertolini, vice presidente e consigliere Idv, Alex Mureddu, segretario, Chiara Masoni e Filippo Mesnadi nelle vesti di consiglieri.
«Tengo a precisare – mette le mani avanti Mazzinghi, ma anche Bertolini per la sua posizione – che Led è un’associazione apartitica. E che Arci e Arcigay non sono più unite come una volta, ma sono due federazioni separate». L’idea di costituire Led nasce un anno fa, in concomitanza del flashmob del 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia, proprio di fronte al bar Esedra. Il 22 marzo Mazzinghi è stato a Bologna per richiedere l’affiliazione all’Arcigay nazionale, che si è subito interessata alla nascita di questa nuova associazione in Bassa Val di Cecina. «Tra i nostri obiettivi – spiegano Mazzinghi e Bertolini – promuovere iniziative per questo 17 maggio, come un altro flashmob, e l’idea di sensibilizzare la prossima amministrazione, di qualunque colore sia, alle nostre problematiche».
«Non sarà facile – avverte Bertolini – se si pensa che l’anno scorso una mozione sull’omofobia passò con metà voti del consiglio comunale, con gli altri voti contrari o astenuti anche da parte di consiglieri del centrosinistra». I manifesti che furono appesi per quell’occasione, una cinquantina in tutto, che riportavano la scritta “Alcune persone sono bisex. Fattene una ragione”, furono oggetto di scherno e offese a suon di pennarelli. «Da qui l’esigenza sempre maggiore – afferma Mazzinghi – di costituire questa associazione». Per fine aprile sarà previsto un evento di tesseramento, mentre già da ieri è presente su facebook il profilo di “Libertà e diritti, Arcigay Cecina”. L’associazione è contattabile via email o skype all’indirizzo libertaedirittti@hotmail.com. Intanto si pensa alla costituzione di un telefono amico ed a cercare una sede su Cecina, in cui organizzarsi.
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