Sicurezza
Niente da fare per le farmacie
Confermata la vendita delle comunali, nonostante un’accesa discussione. Mansani: «Sono in perdita»
CECINA. Un buco che, solo nell’ultimo anno, supera i 270mila euro. L’Afc srl, la società che detiene le due farmacie comunali, ha chiuso con il segno rosso per il terzo anno consecutivo. Ma, se per il primo biennio, si trattava di emorragie abbastanza contenute (poche migliaia di euro) quest’anno le perdite si fanno ben più consistenti. Al punto che «l’azienda si sta per mangiare l’intero capitale sociale (500mila euro, ndr)». Parola dell’assessore di riferimento, Monica Mansani. Proprio per questo motivo la maggioranza ha deciso di ribadire la volontà di mettere sul mercato l’Afc srl. Nonostante ieri in consiglio comunale Francesco Villani (Fratelli d’Italia) avesse presentato una mozione per fermare l’alienazione. La discussione è durata un paio d’ore e, alla fine, si è chiusa con dodici voti contrari e otto favorevoli. Va anche registrato come, per la seconda volta, Samuele Di Lascio (Pd) abbia votato in senso opposto rispetto al suo gruppo. Entrando nel merito, Villani aveva proposto di fermare la vendita «perché ad oggi non sussistono più le motivazioni indicate nello stesso bando». Infatti, la dismissione dei due punti vendita era la conseguenza diretta, da delibera, di una legge nazionale che imponeva ai Comuni la vendita delle partecipate che avessero bilanci in rosso. Questa norma è stata abrogata a dicembre. «Nonostante tutto – dice Villani – i dirigenti comunali l’hanno reinserita tra le motivazioni del secondo bando (la prima asta era andata deserta, ndr) e che è tutt’ora in corso». A sostegno di Villani si sono schierati Paolo Barabino e tutto il gruppo di opposizione ma anche il consigliere Pd Samuele Di Lascio che ha sconfessato il suo stesso capogruppo. «La posizione di Massimo Gentili è inaccettabile – sostiene Di Lascio – perché non si può collegare il calo del fatturato delle farmacie con la rinuncia dei cittadini a curarsi in un periodo di crisi. Ci sono farmaci in fascia A a cui le persone non rinunciano. Per questo dico che dobbiamo fermare il bando». Compatta, invece, la squadra di governo dall’assessore Mansani al sindaco nel difendere la delibera di vendita approvata dalla giunta. «E’ vero. La norma che ci obbligava alla vendita non esiste più – dice Stefano Benedetti – ma non possiamo andare avanti con un’azienda in costante e crescente perdita con il rischio di arrivare a chiedere un contributo ai cittadini per sanare le difficoltà economiche. A ciò va anche aggiunto il fatto che a breve, per effetto del decreto Monti, apriranno altri due punti vendita di farmaci. L'Afc resta sul mercato». Rino Bucci
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