Sicurezza
Lo schiaffo annunciato Sel esce dalla maggioranza
Ieri l’incontro con il candidato sindaco Samuele Lippi e tutti i partiti di coalizione, che ha confermato la rottura: «Conflittualità e acredine»
CECINA. Alla fine lo schiaffo annunciato si è materializzato. Ieri pomeriggio, al termine di un incontro con tutti i segretari di coalizione, Pd, Psi e IdV, Sel ha deciso di uscire dalla maggioranza. Come in un divorzio consumato in fretta e male, Sel scarica sul Pd tutte le colpe: acredine e dileggio verso il proprio candidato, si afferma, mettendo in risalto il dibattito cresciuto su facebook.
«Le primarie della coalizione di centrosinistra tenutesi a Cecina - spiega Sel - si sono svolte in un clima conflittuale tale da allontanare le parti in campo invece di avvicinarle all’obbiettivo comune di dare forza alla coalizione stessa, così come peraltro riconosciuto dallo stesso Samuele Lippi.
La conflittualità, mescolata ad acredine verso Sel e il suo candidato si è evidenziata, in crescendo, sia nel dibattito politico che sui social network da parte di aderenti al Pd, in modo irrispettoso se non dileggiante, senza che la dirigenza Pd intervenisse in qualche maniera per ridurne la virulenza e stemperarne gli effetti».
Altra recriminazione: «la rigidità del Pd nell’opporsi a ad un eventuale ballottaggio, le problematicità registratesi durante lo svolgimento delle primarie, sulla cui regolarità si mantengono serie perplessità così come evidenziato in più occasioni e nel Comitato paritetico da Sel».
Un quadro generale in cui la condivisione del programma - «sebbene ampliato in modo non condivisibile da parte dei candidati in riferimento all’uso del territorio, alla sanità, alla viabilità» - non è sufficiente a tenere in piedi le relazioni politiche. Relazioni che hanno subito «una involuzione tale da creare una incompatibilità ambientale di difficile ricomposizione anche sugli elementi di assonanza programmatica eliminando, di fatto, i presupposti per una convivenza produttiva e fattiva». Insomma Sel «non può che prendere atto, con non poca sofferenza, che non vi sono le condizioni per poter continuare ad aderire alla coalizione di centrosinistra».
Alle «difficoltà evidenziate durante la campagna elettorale», Sel aggiunge «anche negativi ritardi da parte del Pd nel ritessere le fila all’indomani delle primarie determinando l’acuirsi dei dissapori accumulati». E dunque Sel sbatte la porta. Il coordinamento della sinistra ricorda che Sel era passata all’opposizione per «le discordanze programmatiche registrate nel corso della legislatura», ma che era rientrata in coalizione convinta di «poter costituire un valore aggiunto». Tant’è. «Sel è e rimane nell’ambito della sinistra, pronta al confronto su tematiche di interesse dei cittadini, dei meno abbienti, dei più deboli, dell’ambiente e del territorio, della sanità, dell’integrazione sociale, dei temi etici e dei diritti». L’incontro si è chiuso dunque con una separazione annunciata.
Sinistra e libertà lascia il centrosinistra cecinese e probabilmente si presenterà alle prossime elezioni amministrative con una lista propria, con una candidatura femminile.
Una scelta maturata al termine di una lunga e tortuosa verifica con il comitato pro Valentini, i cosiddetti renziani dissidenti, per sondare il terreno sulla possibilità di costituire una lista civica capeggiata dallo stesso Valentini.
Il no dell’ex candidato alle primarie ha cambiato il quadro di riferimento e diviso di fatto le strade di Sel da quelle dei renziani.
(Nella foto a fianco Renzo Cioni, Mario Baldeschi e Mauro Bini, di Sel)
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