Proteste
Il “caffè sospeso” per i bisognosi
Il titolare del bar Giacomo di Rosignano ha lanciato l’iniziativa per cui i clienti lasciano un euro per le persone in difficoltà
Giacomo Buono ha 52 anni, è originario di Pistoia, ma da otto anni vive a Rosignano e gestisce il locale che porta il suo nome. Da un paio di mesi sul bancone del suo bar ha sistemato una vecchia moka: sul coperchio aperto ha messo un messaggio “Caffè sospeso” e poi ha attaccato in giro una serie di cartelli dove ha scritto alcune frasi per spiegare ai clienti il valore della sua iniziativa.
Il bar Giacomo è il primo della zona dove viene proposta l’usanza del “caffè sospeso”, che nella grandi città sta prendendo piede da alcuni mesi. Il meccanismo è semplice, ma il valore che racchiude il gesto di donare un caffè è grande. «Il cliente che viene nel mio bar - spiega Giacomo Buono - a far colazione può lasciare un caffè sospeso, da destinare a una persona bisognosa o comunque in difficoltà, e devo dire che negli ultimi tempi sono tanti i cittadini senza lavoro e con problemi che magari non possono permettersi un caffè».
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