Il Tirreno

Mi fanno un contratto falso e staccano addirittura il gas

di Andreas Quirici
Mi fanno un contratto falso e staccano addirittura il gas

Tre casi di famiglie alle prese con i trucchetti delle società di fornitura dei servizi Il Movimento consumatori: «Oramai è una giungla. Passeremo alle vie legali»

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CECINA. È una madre single, con tre figli a carico e un lavoro che va avanti a intermittenza con molte più ombre che luci. Ma quindici giorni fa, quando le è stato staccato il gas dall’abitazione in cui vive in un Comune delle colline pisane a ridosso di Cecina, quei momenti oscuri di difficoltà e sconforto si sono trasformati in freddo gelido. E tutto perché, il gestore del servizio con il quale la quarantenne aveva stipulato il contratto di fornitura le ha rifiutato la rateizzazione di un debito di 1900 euro, dopo che si era offerta di pagare un acconto di 400 euro. A poco le è servito sapere che la truppa di chi ha problemi di “scarso feeling”, per usare un eufemismo, con le società di servizi è molto nutrita, come raccontato da esponenti del Movimento consumatori della Bassa Val di Cecina.

La giungla delle privatizzazioni. Un caso umano, quello della mamma, che non ha impietosito i responsabili della società che, «concedono la dilazione del pagamento solo a singole bollette pari o superiori a 500 euro. Mentre a lei erano state addebitati importi di circa 250 euro - dicono quello del Movimento consumatori - Ormai siamo in una giungla che non ha regole e cognizione di causa. Come in questo caso, visto che la donna, davanti a una morosità evidente e incontestabile, avrebbe pagato. In questa maniera resta senza il servizio e non sborsa un euro». Un esempio di come tutto possa accadere nel sottobosco delle privatizzazione. Anche di vedersi recapitare bollette per utenze inesistenti ed essere minacciati di dover saldarle, pena azioni legali o sospensione dell’erogazione del servizio.

Contratti fantasma/1. Se all’origine del caso della donna delle colline pisane c’è un evidente mancato pagamento, alla base di quello che è accaduto a marito e moglie di Cecina, c’è ciò che in gergo gli addetti ai lavori chiamano “contratto fantasma”. Qui manca l’epilogo drammatico del distacco dell’energia elettrica. Ma poi la tragicomica vicenda è completa di sbigottimenti nel vedersi recapitare bollette a nome della donna, quando l’utenza è intestata al marito e, per giunta, con un altro fornitore; arrabbiature (per essere educati) al telefono da parte dell’uomo con il call center della società del contratto fantasma nei primi mesi dell’anno scorso; stupori nell’accorgersi che, dopo le proteste e l’intervento del Movimento consumatori, era stata fatta una voltura a nome dello stesso marito, chiudendo (almeno questo...) il rapporto con la moglie. Le fatture sono continuate ad arrivare ai coniugi cecinesi fino allo scorso gennaio. «Poi, con reiterati reclami - dicono ancora dal Movimento consumatori - siamo riusciti a intravedere la fine del tunnel. Quasi tutte le fatture alla moglie sono state “stornate” e siamo in vista della soluzione per quelle del marito. Anche se continuano ad arrivare solleciti di pagamento».

Contratti fantasma/2. Come già detto, per fortuna alla coppia non è stato interrotto il servizio. Non è andata così, invece, a padre e figlio di Vada, ai quali da venti giorni è stato staccato il gas. Anche in questo caso il nocciolo della questione è un contratto fantasma intestato al figlio, mentre l’utenza è registrata a nome del padre che ha regolare contratto (condito da puntuali pagamenti) con un altro gestore. Anche in questo caso, fatture di pagamento in acconto consumi, senza effettuare mai la lettura dei contatori. Che, ovviamente, restano non saldate e finiscono sul tavolo del Movimento consumatori. Arrivano anche i relativi solleciti, fino al distacco per morosità. «In questo caso - dicono i consulenti - siamo arrivati alla sospensione dell’erogazione del servizio, perché le società hanno la possibilità di richiedere il distacco del servizio al gestore delle infrastrutture. E questo mette in pratica la richiesta senza prendere nessun tipo di informazione. Per fortuna che siamo giunti a un punto, anche qui, di quasi soluzione della vicenda. Ma il gas non è ancora stato riattaccato».

«Questi casi sono emblematici - riprendono dal Movimento consumatori - e potrebbero portare dritti alle vie legali da parte dei cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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