Gioco
«Acqua, la priorità all’uso potabile» ok l’accordo regionale
Prevista una gestione delle concessioni condivisa tra gli enti Bramerini: «Decise quantità da emungere per le industrie»
CECINA. Una condivisione di strategie da parte delle pubbliche amministrazioni e una scaletta di azioni incisive per la tutela delle risorse idriche della Val di Cecina e per garantirne prioritariamente l'uso idropotabile. Questo il significato dell'accordo sottoscritto da Regione, Province di Pisa e Livorno, Autorità Idrica Toscana e Comuni della Val di Cecina e della fascia costiera livornese che sarà ratificato a giorni e il cui schema è stato approvato ieri dalla giunta toscana. L’accordo rimanda a uno successivo per condividere tra tutti i soggetti la necessaria riorganizzazione del servizio idropotabile.
«L’uso idropotabile viene riconosciuto come prioritario rispetto agli altri, a questo va destinata la maggiore qualità e quantità dell’acqua e vanno garantite le risorse, come quelle della Steccaia, preziose per il rifornimento idrico dei comuni interessati dal fiume Cecina». Una delle zone più colpite dalla siccità nel 2012. La Regione lo scrive nero su bianco e ratificherà a giorni l’accordo, che sembra rivoluzionario, insieme a Provincia di Pisa e di Livorno, Autorità idrica Toscana e Comuni della Valdicecina e della fascia costiera. «È un atto importante – sottolinea l’assessore regionale Anna Rita Bramerini – per individuare le azioni da mettere in campo per migliorare la gestione delle risorse idriche per gli usi idropotabili in Val di Cecina: intendiamo applicarle a tutti i corsi d’acqua principali».
Il servizio idropotabile verrà riorganizzato nel dettaglio nel prossimo incontro. «Vanno definite – continua – le linee guida per la revisione di tutte le concessioni, le azioni e i criteri per migliorare la tutela delle risorse idriche, affrontando le criticità manifestate negli anni». La Regione si impegna. E la Valdicecina, con fiumi di polemiche mai sopite rispetto ai rapporti tra usi industriali e idropotabili dell’acqua aspetta risposte certe. Vedi la questione Solvay.
«Abbiamo individuato – va nei dettagli Bramerini – lo stato delle acque del territorio e i quantitativi emungibili da ciascun acquifero, i sistemi di approvvigionamento in essere, i fabbisogno attuali e futuri per l’uso idropotabile, oltre a condividere una ipotesi di riorganizzazione degli approvvigionamenti, indiduando le disponibilità residue per usi diversi dall’idropotabile».
La scaletta concordata tra tutti i soggetti coinvolti per la definizione della pianificazione e programmazione delle risorse idriche della Val di Cecina e della fascia costiera ha pertanto come priorità quella di soddisfare i fabbisogni idropotabili della popolazione. Vanno poi definite, e questo è un impegno a cui la Regione tiene molto, le linee guida per la revisione di tutte le concessioni, e le azioni e criteri per una migliore tutela e salvaguardia delle risorse idriche, affrontando e risolvendo le situazioni di criticità che negli anni si sono verificate e hanno alimentato polemiche mai sopite rispetto ai rapporti tra usi industriali e usi idropotabili della risorsa.
Le Province provvederanno al rilascio o al rinnovo delle concessioni idriche ad uso idropotabile nel rispetto delle linee guida regionali, provvedendo al riordino delle utilizzazioni in atto entro 6 mesi dall’emanazione delle linee guida. I Comuni integreranno negli strumenti di pianificazione, il nuovo quadro sullo stato delle risorse idriche entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo.
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