Il dolore
La Pasqua in spiaggia sarà dentro un cantiere
Finirà a giugno l’opera per salvare Marina e le Gorette dall’avanzata del mare Operatori preoccupati per la prima parte della stagione: «Chi paga i dipendenti?»
CECINA. Sarà una Pasqua su una spiaggia blindata quella che aspetta i vacanzieri, ma soprattutto i proprietari degli stabilimenti balneari di Marina. Lo si deduce dal sopralluogo fatto ieri dai rappresentanti e i tecnici della Provincia proprio nei punti nevralgici in cui è in corso il ripascimento dell’arenile. Mano a mano che i lavori proseguiranno, la spiaggia sarà liberata dalle inferriate, dal tubo che trasporta la sabbia e il materiale e i macchinari. Ma per il 20 aprile sarà praticamente impossibile sgombrare il campo dai cantieri. Anzi, il termine fissato è il 30 del prossimo mese, come indicato nella procedura di Valutazione d’impatto ambientale, ma quasi sicuramente si arriverà fino alla prima settimana di giugno. Con la rassegnazione, almeno momentanea, dei proprietari degli stabilimenti che si dicono «fortemente preoccupati per l’esito della stagione».
I tempi. La sistemazione di Marina e delle Gorette avrà uno stop, quindi, nei primi giorni di giugno, secondo quanto spiegato da Enrico Bartoletti, dirigente del settore difesa del suolo della Provincia. Ma se nel primo caso, quello sarà il termine vero dei lavori, nel secondo le operazioni riprenderanno a settembre per andare avanti fino ai primi mesi del prossimo anno. «Stiamo effettuando un’opera storica per Marina», ha detto il presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kutufà che, insieme all’assessore provinciale al turismo, Paolo Pacini e al sindaco Stefano Benedetti hanno effettuato il sopralluogo. In effetti, la cittadina cambierà notevolmente. Non fosse altro per cosiddetti sette pennelli di massi ciclopici che caratterizzeranno il litorale, in pratica “camminamenti” dalla spiaggia verso il mare aperto. Le intenzioni della Provincia sono quelle di incrementare la spiaggia che, nel corso degli anni, è stata ridotta in maniera evidente. E per raggiungere l’obiettivo sono stati investiti circa 11 milioni di euro provenienti da Governo, Regione e Provincia.
Le reazioni. Kutufà, Pacini, Benedetti e Bartoletti hanno incontrato alcuni dei proprietari degli stabilimenti al bagno Delfino alle Gorette. «Vorrei sapere quando poter iniziare la preparazione della spiaggia, perché servono tre settimane per essere pronti», ha detto Andrea Gasperini del bagno “Donna di cuori”. La risposta di Bartoletti è stata: «Finiremo i lavori i primi giorni di giugno». A quel punto, Nicola Saccà, che gestisce il bar dello stesso stabilimento ha sbottato: «Ma se cominciamo la stagione a luglio, chi paga i dipendenti che comunque cominciano a lavorare a maggio?». I timori degli imprenditori sono notevoli in questo senso, anche se tutti sono consapevoli della necessità dei lavori in corso sul litorale. «In dieci anni ci sono spariti 20 ombrelloni», ha sottolineato Gasperini. «Con l’avanzamento dei lavori - ha detto ancora Bartoletti - macchinari, tubo per il trasporto della sabbia e mezzi meccanici spariranno piano piano. Non ci dimentichiamo, poi, che nei weekend non si lavora e che per la prima parte della stagione questo può essere sufficiente ad accogliere i turisti».
I sassolini del sindaco. Stefano Benedetti, nell’occasione, si è tolto alcuni sassolini dalle scarpe: «Sento dire che non abbiamo fatto niente per Marina. Ma se mi guardo intorno vedo un cantiere. E questo significa che non c’è stato assolutamente immobilismo. Con i lavori di sistemazione della spiaggia, l’acquisizione della Cecinella e la conclusione del lungomare credo che questa località possa tornare a competere nel difficile campo del turismo».
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