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«Pineta Marradi, stop progetti megalomani»

«Pineta Marradi, stop progetti megalomani»

Monti (Sel) contro il concorso di idee: «Basterebbe salvare gli alberi e tenere pulito»

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CASTIGLIONCELLO. «C’è bisogno di fare megalomani bandi solo per sistemare, mettere in sicurezza i pini, tenere pulito, dare un assetto logico e organizzato alla pineta Marradi?». A chiederlo è la consigliera comunale Nerina Monti di Sel che ha ripercorso la storia della pineta Marradi partendo dal piano approvato nel luglio 2001. «Già allora – dice Monti - mancava un piano agronomico della pineta che costituisse un dato scientifico su cui costruire il piano di riqualificazione. L’opera prima della pineta sono i pini».

Secondo la consigliera è «inutile creare spazi per il commercio pensando che esso vi si trasferisca in maniera astratta trascinando con sé i flussi magicamente. Il commercio crea se stesso non in luoghi ameni ma dove per ragioni socio-geografiche la gente si reca. Quei negozi sotto la scarpata per chi sarebbero? Ma anche se fosse una bella idea come farebbero ad avviarsi in un momento in cui chiudono tutti». Poi Monti entra nel tema del parcheggio: «13 anni fa era valutato per 8.349.414.000 lire. E si scriveva che l’attuale campo di calcio sarebbe diventato un centro di aggregazione. Come se già lo sport non lo fosse. Ecco perché si decide di depennare un sano campo da calcio per stravolgere la pineta con tre piani di cemento armato. Parcheggio che si riempirebbe solo d’agosto e qualche fine settimana».

Monti dunque chiede se per la pineta Marradi «non si può, intanto, semplicemente mettere in sicurezza la vita degli alberi?».

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