Sicurezza
Armunia, si dimette in blocco il Cda della fondazione
Lasciano il presidente Iacono e anche Latrofa e Paolini Il sindaco: «Motivi da chiarire, in settimana un incontro»
CASTIGLIONCELLO. La fondazione Armunia non è ancora entrata in attività ufficialmente che già dà evidenti segni di “cedimento”. Come dimostrano le dimissioni dell’intero Cda ai vertici del nuovo soggetto giuridico che avrebbe dovuto sostituire l’omonima associazione e che invece di fatto non ha mai cominciato a camminare con le proprie gambe.
Il Cda era stato nominato nell’ottobre del 2012, quando sembrava che al via ufficiale dell’attività della fondazione mancasse pochissimo, giusto il tempo di ottenere dalla regione il riconoscimento della personalità giuridica. Un Cda illustre, formato dal prof Maurizio Alfonso Iacono, docente ed ex preside della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa, insieme a Nicoletta Latrofa, dirifgente scolastico della media Fattori, e Gabriele Paolini, docente a contratto di storia all’Università di Firenze.
Ad oggi, trascorsi oltre due anni, l’attività della fondazione Armunia (da qualcuno ribattezzata semplicemente Armunia 2) non è ancora partita ufficialmente. A garantire il prosieguo dell’attività culturale è ancora Armunia 1, quell’associazione che fino ad alcuni anni fa riuniva svariati comuni della costa etrusca e che invece adesso conta tra i soci la sola amministrazione di Rosignano. E forse alla base del gesto del professor Iacono e colleghi c’è proprio il mancato decollo della fondazione. Anche se i motivi delle dimissioni restano da chiarire.
«Effettivamente - conferma Alessandro Franchi - il Cda si è dimesso per una serie di motivazioni, anche a carattere personale e professionale». Il sindaco spiega di aver avuto una brevissima conversazione con l’ormai ex presidente di Armunia 2: «Era fuori per impegni di lavoro - dice Franchi - e ci siamo dati appuntamento telefonico per lunedì (domani, ndr), quando stabiliremo il giorno in cui vedersi durante la settimana». Un’occasione che indubbiamente sarà indispensabile per far luce sulle cause che hanno portato Iacono, Latrofa e Paolni a decidere di interrompere il rapporto con la fondazione.
È chiaro che le dimissioni del Cda non fanno presagire niente di buono riguardo all’avvio delle attività della fondazione, anche se il sindaco (che è anche presidente di Armunia 1, l’associazione) getta acqua sul fuoco e assicura che il percorso burocratico per il via libero definiivo alla fondazione non si è mai interrotto. «Ministero e Regione, - dice Franchi - avevano definito alcuni aspetti, certo era stato chiarita la necessità di non perdere la triennalità, questo anche per ottenere fondi. Quindi nel passaggio da associazione a fondazione, bisogna comunque tenere di conto di progetti già attivati». E anche dei debiti pregressi, come ammette lo stesso Franchi che però assicura che «negli ultimi 5-6 anni i bilanci dell’associazione Armunia sono sostanzialmente in pari». Eppure da tempo si rincorrono voci sul fatto che Armunia dovrebbe ripianare un “buco” piuttosto ingente (qualcuno parla di un milione di euro). Franchi assicura che «nei bilanci degli ultimi anni non ci sono perdite. Certo è vero che negli anni precedenti era stato accumulato un debito che è ovvio non si può chiudere e basta, ma passa dall’associazione alla fondazione. Ma posso assicurare che non si tratta assolutamente di cifre come quelle ipotizzate, comunque basta andare a vedere i bilanci che sono pubblici».
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