Il Tirreno

«Dodici ore su una barella e poi posteggiato in medicina»

Racconta di essere stato “abbandonato” dodici ore in una barella, nelle stanze del pronto soccorso. E poi di essere stato parcheggiato nel reparto di medicina, in attesa di un intervento...

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CECINA. Racconta di essere stato “abbandonato” dodici ore in una barella, nelle stanze del pronto soccorso. E poi di essere stato parcheggiato nel reparto di medicina, in attesa di un intervento chirurgico. E protesta contro quella che considera un’assoluta carenza di posti letto.

Danilo Fiore, residente a Cecina, sottolinea la professionalità «dei dottori e gli infermieri dell'ospedale di Cecina ed in particolare i reparti del pronto soccorso, dell'osservazione, di medicina e soprattutto di chirurgia, ma vorrei sottoporre il mio caso (non l'unico) ai responsabili della sanità Toscana oltreché all'opinione pubblica».

Fiore racconta che «il pomeriggio di giovedì 6 marzo, in preda a fortissimi dolori, sono andato all'affollato pronto soccorso di Cecina e qui venivo immediatamente trattenuto per cure ed accertamenti. Decidono di spostarmi presso il reparto di osservazione del pronto soccorso; peccato che in mancanza di posto, di fatto venivo "parcheggiato" ora in una stanza, ora in un altra, ora in corridoio». Fiore spiega di essere stato «circa dodici ore in una scomoda barella fra il disappunto degli operatori che continuavano a chiedersi, ad ogni ambulanza in arrivo, dove poter collocare i nuovi pazienti. All'alba, si libera un posto e lì rimango per un giorno in attesa d'esser ricoverato a chirurgia, dove però non ci sono posti letto». Il paziente ricorda che per un altro giorno viene ospitato a medicina. «Finalmente riesco ad arrivare a chirurgia- ricorda Fiore - e poi operato la domenica. Sia chiaro che fra tutti questi disagi (più per gli operatori che per il sottoscritto), venivo esaminato e curato adeguatamente. Il lieto fine il giovedì successivo, giorno di dimissione».

Fiore spiega di essere «grato al personale che mi ha assistito, anche se, per ironia della sorte, il giorno antecedente al mio ingresso in ospedale, il direttore generale Porfido dichiarava che il numero dei posti letto - fra i più bassi d'Europa - in rapporto al numero di abitanti sia un concetto oramai da superare». Una dichiarazione che evidentemente ha fatto inalberare il cittadino. «Mentre lui "supera" - spiega Fiore - i pazienti rimangono in corridoio e probabilmente sarà ancora peggio visto quanto si prospetta».

L’Asl, sulla vicenda narrata da Danilo Fiore, fa sapere che «era un caso di cui doveva essere compresa l’evoluzione e quindi era necessario aspettare e fare osservazione e una serie di esami. Quando è stato deciso l’intervento, c'erano casi più urgenti e lui è stato messo in attesa in medicina».

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