Attenzione
Teatro agente di cambiamento con Mayor Von Frinzius
CASTIGLIONCELLO. La Compagnia Mayor Von Frinzius ha raccontato la sua storia presso la biblioteca comunale “Le Creste” di Rosignano, in occasione della conferenza dell'Anpi del ciclo “Ma che Italia...
CASTIGLIONCELLO. La Compagnia Mayor Von Frinzius ha raccontato la sua storia presso la biblioteca comunale “Le Creste” di Rosignano, in occasione della conferenza dell'Anpi del ciclo “Ma che Italia abbiamo noi?”, presentando il libro di Marianna Sgherri “Chi è Mayor Von Frinzius?”. Lamberto Giannini e Claudia Mazzeranghi, entrambi registi e attori della compagnia, hanno raccontato storie e percorsi di questa compagnia teatrale livornese nata nel '97, composta da 80 attori, tra disabili e non, uniti da un percorso che è innanzitutto artistico, anche se i vantaggi terapeutici sono innegabili «alle origini del nostro teatro c'è la scelta precisa di utilizzare la marginalità sociale come ricchezza, come esigenza espressiva; Pasolini è il nostro nume tutelare, sempre presente sul palcoscenico – spiega Lamberto Giannini – abbiamo così deciso di portare in scena la disabilità, rendendo il teatro attivo, un vero agente di cambiamento e trasformazione». Il teatro della Mayor Von Frinzius affronta temi politici, vitali, filosofici «e i disabili li assorbono, li comprendono, li ricercano attivamente; penso a uno dei nostri ragazzi che subì un lutto in famiglia e volle recitare una poesia sul tema della morte, di Garcìa Lorca». Claudia Mazzeranghi cura in particolar modo la parte tecnica teatrale e la scelta delle musiche e spiega «l'importanza fondamentale per il nostro teatro dell'improvvisazione e della musica; i tempi diversi dei nostri 80 attori, sono la loro vittoria -e aggiunge- noi facciamo teatro innanzitutto per fare arte, per vincere le resistenze. Abbiamo monologhi e poesie molto forti con cui lanciamo degli stimoli potenti agli spettatori». Giannini spiega che il loro non è un teatro politico «la nostra è una compagnia reattiva e il nostro è un teatro civile che resiste. È un teatro vitale che trasforma e questo è fondamentale in una società che sembra aver perso la capacità di creare».
Silvia Trovato
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