Lutto
Marcia indietro sui dissuasori di velocità
Cecina: i sei “velo ok” arancioni saranno rimossi dal Comune per il parere negativo del ministero sul loro utilizzo
CECINA. Avete presente i sei “bussoli” arancioni che erano stati installati a novembre per limitare la velocità su alcune strade cittadine? Bene, a breve saranno rimossi. La discussione, a livello nazionale, sulla regolarità (o meno) di questi dispositivi ha consigliato all’amministrazione di agire con prudenza. Va detto, che per il Comune non ci sarà nessuna spesa. «Si trattava di un progetto pilota, il primo nella nostra provincia – spiega l’assessore alla viabilità Michele Grosso – e i responsabili della ditta ideatrice (la “Noi sicuri” srl) avevano concesso l’istallazione provvisoria a titolo gratuito».
Poi, però, sono arrivati, nell’ordine: il parere negativo del ministero delle Infrastrutture (ribadito in questi giorni dal ministro Maurizio Lupi), la parcella da parte degli appaltatori per la messa in funzione definitiva e qualche critica dai cittadini. Una sequela di eventi che hanno scoraggiato l’iniziativa del Comune. Dal punto di vista normativo, infatti, i bussoli arancioni risultano «non suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione», potrebbero anche costituire «un pericolo». E, in pratica, sono equiparabili a qualunque oggetto si trovi al di fuori della carreggiata da una cabina del telefono a una cassonetto, scegliete voi. Nonostante le critiche e le perplessità, dal Comune dicono di aver avuto risultati incoraggianti dal progetto “Noi sicuri”.
Va anche detto che in questo periodo di prova gli scatoloni arancioni sono sempre rimasti vuoti e non hanno fotografato nessun trasgressore. Né i quattro posizionati tra via Aurelia Sud e via Aurelia Nord né i dispositivi di via Ginori e Guerrazzi. «Hanno funzionato, però, da deterrente. Questo era lo spirito dell’iniziativa; molti cittadini si sono complimentati – dice Grosso – e il numero degli incidenti è diminuito. Dati alla mano, non possiamo che dire di aver migliorato il traffico cittadino». E, allora per quale motivo l’amministrazione non ne ha perfezionato l’acquisto e li rimuoverà a breve? «Il ministero ha chiarito che non essendo omologati non rientrano nella segnaletica stradale – dice l’assessore – per questo ci siamo fermati».
E poi c’è la parcella: per ottenere l’istallazione vita natural durante dei sei “bussoli” arancioni vuoti la “Iles srl” (partner toscano di “Noi sicuri srl)” ha chiesto al Comune 10mila euro. «Nella tariffa rientravano i sei dissuasori – dice Grosso – la posa di dieci piazzole in cui ruotare i bussoli, il dispositivo di rilevazione della velocità e la manodopera».
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