Il Tirreno

«Italia addio, me ne vado in Australia»

«Italia addio, me ne vado in Australia»

Leslie Parducci da Castelnuovo della Misericordia a Canberra, passando per Londra. E ora lavora alle ricerche dell’aereo della Malaysian scomparso

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ROSIGNANO. Leslie Parducci ha una storia particolare da raccontare, una storia condivisa da molti altri italiani, fatta di emigrazione in un paese lontano, alla ricerca di condizioni migliori.

La sua storia lo ha condotto da Castelnuovo della Misericordia, frazione del comune di Rosignano, a Canberra in Australia, ed è una storia di conquista, rivincita e soddisfazione. Leslie in Italia era un maresciallo della Guardia Costiera «Nel '92 mi sono arruolato alla scuola dei sottufficiali - racconta - e da lì ho iniziato a lavorare in giro per l'Italia dalla Maddalena a Monfalcone; nel '99 presi la decisione di partire,destinazione Londra».

Una decisione dovuta agli eccessi della burocrazia italiana e al fatto che nel Bel paese era convinto di non avere un futuro. «Ero stanco di aspettare un'offerta di carriera che non arrivava mai è questo è stato il motore che mi ha spinto a lasciare l'Italia», ricorda. La prima destinazione di Leslie, che tra poco compirà 40 anni, è Londra dove lavora prima in un pub e poi diventa macchinista di treni.

È qui che incontra sua moglie, una canadese che gli darà due figlie, Isabella e Alessia, che oggi hanno 4 e 7 anni «quando incontrai mia moglie arrivò anche la decisione di partire per l'Australia, spinti dalla voglia di crearsi una stabilità e una famiglia».

Leslie Parducci quindi ha sempre avuto l'idea di viaggiare alla ricerca di un avvenire migliore, uno spirito libero, con il desiderio di mettersi alla prova e confrontarsi con il mondo «per chi è nato come me in un piccolo paese a volte si ha la sensazione anche se ci si sposta semplicemente da una provincia all'altra di essere in un mondo lontano; io invece questo mondo lo volevo conoscere davvero perché credevo in un cambiamento possibile e volevo dare un contributo a questa fiducia che avevo» spiega Leslie.

Con l'Australia si crea da subito un rapporto d'amore, così Leslie ha trovato con la sua famiglia una nuova casa, dall'altra parte del mondo. In Australia fa un lavoro molto particolare, un lavoro di settore che è molto richiesto; è un coordinatore di ricerche e soccorso su larga scala, ha una funzione civile, non militare, e interviene dove ci siano incidenti o situazioni critiche «in questo momento stiamo lavorando sul misterioso caso dell'aereo scomparso della Malaysia Airlines; in Italia ero un militare e la mia specializzazione come marittimo mi ha condotto in questo settore specifico qui in Australia».

In questo continente dall'altra parte del mondo Leslie Parducci ha trovato quello che secondo lui in Italia manca e dice che non tornerebbe indietro se non a certe condizioni e che sicuramente adesso non potrebbe accettare di vivere nel Bel paese. E, con un po’ di amarezza e disillusione, dice che preferisce ricordare l'Italia come era quindici anni fa.

«In Australia - racconta - c'è una cultura anglosassone, il merito è un filtro potente, non esistono raccomandazioni, non c'è la cultura del più “furbo” che ti sovrasta e che alla fine ha l'ammirazione di tutti - spiega Leslie - qui in Australia mai nessuno si vanterebbe di evadere le tasse, i media e i cittadini non perdonano certi comportamenti dei politici; un politico australiano che è stato accusato di aver comprato una stecca di sigarette con i soldi del partito qui sta rischiando cinque anni di carcere e nessuno è dalla sua parte».

Sugli emigranti italiani in Australia Leslie ha delle osservazioni da fare «siamo molti italiani, in special modo quelli arrivati negli anni '50 e '60. I lavori di manovalanza ormai rendono poco, solo per lavorare alcuni mesi a tempo determinato; c'è molta richiesta invece sul fronte di settori di lavoro specifico, ricerca scientifica, si cercano soprattutto profili professionali mirati».

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