Il Tirreno

Scuola, a rischio la presidenza di elementari e medie

di Alessandra Bernardeschi
Scuola, a rischio la presidenza di elementari e medie

Il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il concorso vinto dai dirigenti delle Solvay e delle Fattori Latrofa e Pascucci fanno appello a Renzi e al Parlamento: «Si calpesta la nostra dignità professionale»

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ROSIGNANO. Fanno appello al presidente del consiglio Matteo Renzi e al Parlamento affinché a livello politico si possa trovare una soluzione per risolvere quel pasticcio di forma del concorso che, nel 2012, ha reclutato135 dirigenti scolastici in Toscana e che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato rischia di mettere nel caos le scuole del territorio. A Rosignano due sono i dirigenti coinvolti che, teoricamente, dovrebbero sostenere nuovamente il concorso: la professoressa Nicoletta Latrofa preside delle scuole secondarie di primo grado Fattori e la professoressa Tania Pascucci preside del primo circolo didattico Ernesto Solvay, mentre a Cecina la professoressa Teresa Scognamiglio del secondo circolo didattico.

Di fatto, a luglio 2012 si è concluso il concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici in Toscana; solo 137 dei circa 1600 partecipanti è risultato idoneo ma, sin da subito, il concorso è stato oggetto di ricorsi e, alla fine di un lungo iter, il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’illegittimità della costituzione della commissione esaminatrice dopo la sostituzione del presidente disponendo così di rinnovare le operazioni effettuate dopo la nomina del nuovo presidente. Vale a dire: la ricorrezione di parte degli scritti e nuove prove orali per tutti i candidati con il rischio di ricominciare tutto daccapo. In pratica il Consiglio di Stato «non ha posto dubbi - hanno spiegato ieri mattina i tre dirigenti scolastici di zona alla presenza della presidente del consiglio di circolo Giuseppina D’Amico e la presidente del consiglio di istituto Enrica Bobbio - sull’imparzialità e sulla serietà con la quale ha operato la commissione. Siamo qui non per mettere in discussione il giudizio del Consiglio di Stato ma per evidenziare che la sentenza ha sancito la presenza di un errore procedurale compiuto dall’amministrazione nella sostituzione di un membro della commissione. Si tratta di un vizio di forma e non di sostanza che non possiamo pagare soltanto noi vincitori di concorso e quindi le nostre scuole». Sono già due anni che i dirigenti, dopo aver firmato un contratti triennale lavorano nelle scuole del territorio: «dopo aver vinto il concorso – spiega Latrofa – abbiamo seguito un intenso anno di formazione e dunque lo Stato ha investito risorse di tutti su di noi, ha testato la nostra professionalità e le nostre competenze. Adesso, improvvisamente, dovremmo ripetere tutto il percorso?». Per questo «chiediamo al Parlamento – dice Scognamiglio – un atto con forza di legge che risolva la situazione». «Da due anni – dice Pascucci – lavoriamo con spirito di servizio ed abnegazione, introducendo elementi di innovazione didattica e organizzativa cercando di rilanciare una scuola che purtroppo in questi anni è stata mortificata. Non si può calpestare la nostra dignità professionale perché non abbiamo colpe ma abbiamo esclusivamente il merito di aver superato brillantemente un concorso che è stato uno dei più selettivi della storia dei concorsi pubblici». Invocano con forza la politica «perché si faccia carico di questa situazione e trovi una soluzione che non calpesti il nostro legittimo diritto a esercitare una professione che ci siamo guadagnati, prima vincendo un concorso e poi sul campo in questi due anni di lavoro». Preoccupate per la situazione che si è venuta a creare le due presidenti di circolo e istituto: «In questi due anni sono stati attivati, nelle scuole, progetti e percorsi interessanti e impegnativi i cui esiti si potranno vedere a lungo termine; tutto questo non può essere interrotto. La continuità didattica e la progettualità, sono aspetti fondamentali per la scuola». (al. ber.)

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