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Masseto, via libera alla nuova cantina ok anche del Pdl

Masseto, via libera alla nuova cantina ok anche del Pdl

Il consiglio comunale ha approvato poi la variazione alla convenzione della lottizzazione Olmaia, a Marina

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DONORATICO. Due i voti clou all’ordine del giorno del consiglio comunale che si è svolto ieri al cinema Ariston a Donoratico. Il primo riguardava il rinnovato piano della società Ornellaia- Masseto in relazione alla costruzione della nuova cantina in località Casa Bezzini, un investimento da 13 milioni di euro. La presentazione del piano, circa due mesi fa, aveva diviso il consiglio comunale, con la netta opposizione dei gruppi di minoranza di Pdl e Sinistra per Castagneto. Dopo la rumorosa polemica apparsa sul nostro giornale, a cui hanno fatto eco articoli sui portali più importanti del vino, alla fine il progetto è passato con il solo voto contrario della Sinistra per Castagneto e di un consigliere di maggioranza, Cinzia Mannucci. É tornata invece sui suoi passi la destra, che si è detta «soddisfatta delle spiegazioni fornite dall’ufficio tecnico».

«Quello della Spc – ha detto Irio Micheletti, assessore all’urbanistica – è un no ideologico. L’investimento dà lavoro e come può un’azienda creare occupazione senza espansione?»

La discussione si è poi rinnovata sulla richiesta di voto, da parte della maggioranza, sull’ulteriore cambiamento alla convenzione sul piano di lottizzazione dell’Olmaia. Si deve andare un po’ indietro nel tempo: il piano fu steso nell’89, approvato nel ’96 e la convenzione stipulata nel ’97. Si trattava dei numerosi appartamenti, oggetto di numerose accuse, a Marina di Castagneto. Oltre 200 appartamenti, in parte ancora da finire e soprattutto da vendere. Nel dettaglio si tratta di Stella 1, Stella 2 (ancora in costruzione in parte) e Olmaia appunto. «La convenzione – spiega Micheletti – prevedeva la cessione di 5 appartamenti all’amministrazione comunale per i primi due con l’aggiunta dell’adeguamento del depuratore e quattro per Olmaia con la messa in sicurezza, invece, del Fosso dei Molini. Oltre agli oneri di urbanizzazione».

Strada facendo però i costi sono lievitati di parecchio: da un milione di euro si è passati a due, tutte spese rendicontate e verificate dall’ufficio tecnico. Nel 2012 c’era già stata una revisione alla convenzione. L’amministrazione aveva rinunciato ad un appartamento con la richiesta di realizzazione di una fogna ulteriore a carico dei lottizzanti (restavano quindi 3 appartamenti da cedere e 270.000 euro per i costi da sostenere). Nel 2013 è stato ceduto un ulteriore appartamento.

Ne restano quindi esclusi attualmente altri due.

Nel 2014 i lottizzanti chiedono all’amministrazione comunale di rivedere ulteriormente gli accordi: rinunciare alla cessione dei due appartamenti che restano e di far fronte all’impegno di spesa totale per la fogna. «Asa – conclude Micheletti – si è poi resa disponibile a pagare l’intervento con i soldi a disposizione, 130.000 euro e noi, a questo punto, accettiamo la proposta».

«Dobbiamo risalire all’origine del piano regolatore – ha detto Benito Gragnoli – che risale al sindaco Giancarlo Querci, la prima lottizzazione era Scarfì (al Seggio) e nasceva peraltro in una zona a forte rischio esondazione. É un vero fallimento politico».

«Non possiamo aggiustare ancora il tiro – ha concluso Paolo Francini, Spc – i lottizzanti hanno firmato e si sono presi la responsabilità, si tratta di rischio d’impresa. L’amministrazione ha dato risposte salvaguardando l’interesse pubblico e quindi loro devono rispettare la convenzione, cedendo almeno i 2 appartamenti dovuti. Questa situazione fa capire che non si può continuare sulla linea dell’urbanistica contrattata». La modifica è stata infine votata con la contrarietà dei due gruppi consiliari di minoranza. «Non si può nascondere – ha concluso il sindaco Fabio Tinti – che è stato un percorso lungo e difficile e mi auguro sia l’ultima volta che lo portiamo all’attenzione del Consiglio. Ma è un errore dire che con queste lottizzazioni abbiamo ingessato il territorio».

Divina Vitale

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