Il Tirreno

La cavalla Dora torna a correre nel suo recinto

di Silvia Trovato
La cavalla Dora torna a correre nel suo recinto

L’equino era precipitato in una scarpata. Per salvarlo servirono i pompieri

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CASTIGLIONCELLO. Per tutta la giornata di sabato Stefano Falaschi ha vissuto dei momenti durissimi a fianco della sua cavalla Dalma di Gianmaria – semplicemente “Dora” per i bambini. L’equino era precipitato in una scarpata di 30 metri e non riusciva a venirne fuori. C’è voluta un’intera giornata di lavoro dei vigili del fuoco per strappare Dora a una morte certa. Adesso che il peggio è passato fa un certo effetto vederla qui, nel suo territorio, libera e serena come sempre. Il passo non è certo quello frizzante di un puledro, ma qui entrano in gioco questioni anagrafiche più che di salute. «Dora ha 25 anni – spiega Falaschi – Potremmo dire che ha la stessa età e gli stessi acciacchi di una vecchietta di 80 anni. Per questo la caduta in quella scarpata poteva essere fatale, non ha abbastanza forze per rimettersi in piedi perché è molto debole sulle zampe».

Gli sforzi per liberare Dora dalla scarpata e dal fango che sembrava inghiottirla sono stati durissimi e si sono prolungati per tutta la giornata di sabato. «Prima di tutto dovevamo tenerla in vita; le abbiamo portato da bere e da mangiare e abbiamo cercato di calmarla», spiega Falaschi. Fondamentale è stato l’intervento dei vigili del fuoco della stazione di Cecina che hanno imbracato e rimorchiato Dora a metà della scarpata. «I pompieri sono stati eccezionali – spiega Falaschi – hanno mostrato straordinaria professionalità e altruismo. Senza il loro intervento forse i miei bambini non avrebbero più rivisto Dora». I vigili del fuoco hanno dovuto confrontarsi anche con le difficoltà dell'ambiente circostante che rendeva difficile inoltrarsi nella boscaglia e per questo è stato importantissimo l'intervento della ditta Panicucci che con il suo escavatore ha reso più dolce la salita. «Dora doveva rimettersi in piedi da sola almeno per un breve tratto per questo l'unione di tutti i nostri interventi ha fatto la differenza: dovevamo darle coraggio e allo stesso tempo facilitarle la salita della scarpata», spiega il proprietario.

Il legame con questi animali è fortissimo per la famiglia Falaschi che sta creando anche un gruppo associativo che si occupi di salvare i cavalli più anziani, preparando sempre più volontari e professionisti. «Questi animali vanno curati con una certa saggezza e con uno sguardo di prospettiva, si deve pensare ad accudirli anche da anziani», spiega Falaschi. L'incidente di Dora ha messo alla prova anche i soccorritori: il signor Falaschi ha concluso la giornata con due costole incrinate e una caviglia slogata ma ciò che conta è che Dora è viva.

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