Il Tirreno

Cecina chiuderà i pozzi urbani

di Andrea Rocchi

Asa e Comune: troppi costi e agenti inquinanti. L’acqua arriverà dalla Steccaia (fino a 3 milioni di mc)

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CECINA. Entro pochi mesi Asa e Comune di Cecina chiuderanno i pozzi urbani di acqua. L’operazione sarà possibile quando verrà sottoscritto al tavolo regionale l’accordo che prevede la salvaguardia, a fini idropotabili, della falda della Steccaia a Montescudaio. Un acquifero particolarmente ricco e di ottima qualità in grado di fornire circa 3 milioni di mc di acqua l’anno. Già oggi il comune si alimenta con circa un milione di mc d’acqua di questa falda. Ma è dal 2012 - come ricordava ieri il sindaco Stefano Benedetti, insieme al presidente Asa Fabio Del Nista e all’ingegnere dell’azienda Michele Caturegli - che Cecina utilizza la risorsa della Steccaia. In conseguenza di una estate di siccità, con i pozzi ai minimi, e con l’estensione dell’inquinamento da trielina nei pozzi di confine con Montescudaio, la Regione concesse l’autorizzazione all’ente locale per prelevare 900mila mc d’acqua portati poi a 1.800.000.

Steccaia e Paratino. Oggi la situazione è migliore - hanno ribadito Benedetti e Del Nista - anche se permangono problemi per lo stato di alcuni pozzi, soprattutto urbani, dove Asa combatte con la persistenza di nitrati e l’abbattimento di quei valori di cromo esavalente oggi rientrati nelle soglie di rispetto. «Al tavolo regionale - spiega Benedetti - abbiamo chiesto che la falda della Steccaia si preservata per l’approvvigionamento idrico ad uso potabile. L’intesa dovrebbe essere perfezionata entro la fine di marzo, massimo ad aprile. Da allora potremo procedere con la graduale chiusura dei pozzi urbani, anche in coincidenza dell’apertura di nuovi pozzi al Paratino». Da Steccaia e Paratino arriveranno nell’acquedotto cecinese circa 1,1 milini di mc d’acqua che col resto dei pozzi garantirà quei 3,3 milioni che mediamente la città consuma in un anno. «Questo territorio - ha aggiunto Del Nista - non si è fatto mancare niente per criticità. Oltre alla scarsezza della risorsa abbiamo dovuto fare i conti con l’inquinamento da trielina e da cromo esavalente. L’obiettivo era quello di conciliare i problemi di quantità e qualità dell’acqua e credo che grazie anche ai nostri interventi la situazione oggi è decisamente migliorata. Ora si potranno chiudere quei pozzi urbani che sono più vulnerabili». Soddisfatto dell’impatto dei lavori Asa sulla poolazione anche l’assessore Grosso.

L’intervento ai Pianacci. Asa ha in cantiere una serie di interventi sulla rete idrica cecinese. Un acquedotto che si estende per 126,5 km con 24 pozzi ce he è nato male perché si alimenta con pozzi diversi, nati in area urbana, che creano una serie di problemi (anche di pressione) sulle condotte. «Intanto tutti i pozzi sono seguiti dal telecontrollo direttamente a Livorno - dice l’ingegner Caturegli - cosa che ci consente di avere sempre sott’occhio lo stato di manutenzione e la qualità dell’acqua». Negli anni sono state realizzate due centrali a Palazzi (dove si tratta la risorsa), mentre una parte d’acqua arriva da Miemo. «Abbiamo lavorato per strutturare l’acquedotto - aggiunge Caturegli - ma il nostro prossimo obiettivo sarà quello di aumentare la portata del serbatoio dei Pianacci. Non faremo invece il nuovo serbatoio del Paratino, proprio perché l’intervento dei Pianacci dovrebbe essere sufficiente». Dopo ave già chiuso alcuni pozzi (AcquaVillage, ex Zuccherificio...), Asa si appresta a chiudere anche quelli contaminati da trielina che ormai hanno un costo di manutenzione eccessivo. «Su tutto l’Ato - conclude Caturegli - spendiamo 4 milioni l’anno di costi di gestione». Spese che si abbatteranno con l’intesa sulla Steccaia.

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