Proteste
«Mai confuso lavoro e campagna elettorale»
Il caso. La moglie di Valentini a Lippi: accuse gravi e immotivate. E si riserva di tutelarsi in sede legale
CECINA. Il clima avvelenato che ha accompagnato le primarie cecinesi, tra polemiche, colpi di scena e scambi roventi di accuse, non si stempera neppure dopo il voto. E lo scontro politico potrebbe scivolare sul terreno legale. Già Sel ha minacciato una denuncia all’autorità giudiziaria per la vicenda del voto degli immigrati. Che ha infiammato il pomeriggio di domenica, con riunioni fiume e comunicati stampa.
Oggi Maria Paola Ganzerli, moglie di Antonio Valentini, replica a Samuele Lippi, che l’ha tirata in ballo nella commissione paritetica di domenica citando una mail inviata ai dipendenti del Comune di Cecina per invitarli a un incontro elettorale.
«Il signor Samuele Lippi ha voluto tirarmi in ballo nella sua corsa alle primarie del centro-sinistra. L'ha fatto in maniera forzata, gratuita e inopportuna - scrive Maria Paola Ganzerli - . Dal Tirreno di ieri (domenica, ndr) infatti, apprendo che egli mi attribuisce l'invio delle e-mail che mio marito Antonio Valentini, nella sua qualità di candidato alle primarie del centro-sinistra, ha spedito ai dipendenti comunali per invitarli a un incontro. In proposito faccio notare al signor Samuele Lippi che io e mio marito rappresentiamo soggetti giuridici diversi e le e-mail di invito sono partite da un account appositamente predisposto: antoniovalentinisindaco@gmail.com.
Gli indirizzi e-mail dei comunali, nella loro qualità di dipendenti pubblici, non costituiscono dato sensibile e per questo sono pubblicati sul sito internet dell'amministrazione civica cecinese. Essi sono a disposizione di chiunque intenda servirsene».
Prosegue la nota di Ganzerli. «Al signor Samuele Lippi rendo noto che mai e in alcun modo ho confuso il mio lavoro di funzionaria pubblica alle dipendenze del Comune di Cecina con la campagna elettorale di mio marito. Lo sfido pubblicamente a contraddire questa mia affermazione.
Infine ricordo al signor Samuele Lippi che nei giorni precedenti le primarie ero in ferie, come da atti risulta.
«Ciò premesso - conclude Ganzerli - , reputo l'iniziativa da lui adottata gravemente lesiva della mia immagine e del mio decoro professionale, oltre che immotivata. Mi riservo dunque il diritto di auto-tutela nelle sedi opportune, fin da ora diffidando il signor Samuele Lippi a evitare ogni mio, ulteriore e ingiustificato coinvolgimento nella sua attività politica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
