Finanza
Invasione delle nutrie? C’è il metodo Buccinasco
ROSIGNANO. Caso nutrie: un biologo milanese propone una strada alternativa all’abbattimento. «La sterilizzazione è più efficace». La questione della presenza delle nutrie nel nostro territorio è una...
ROSIGNANO. Caso nutrie: un biologo milanese propone una strada alternativa all’abbattimento. «La sterilizzazione è più efficace». La questione della presenza delle nutrie nel nostro territorio è una problematica di ampio raggio, data la storia di questi animali importati dal Sudamerica, poi abbandonati e diffusi in tutto il mondo. C'è qualcuno che ha cominciato a muoversi per affrontare la situazione nel modo più ecologico possibile: parliamo di Samuele Venturini, biologo milanese, divulgatore scientifico ed educatore, esperto di fauna selvatica, in passato assessore all'ambiente del Comune di Buccinasco in provincia di Milano. Venturini ha un'esperienza diretta con questi animali che fonde la sua storia personale alla ricerca scientifica ed è per questo che ha contattato Cinzia Bacciardi, la donna di di Rosignano che porta da mangiare alle nutrie della Mazzanta. Venuto a conoscenza del dibattito che ferve sul nostro territorio, Venturini i propone di spiegare il metodo che ha utilizzato nel suo Comune ed è disposto a collaborare attivamente con l’amministrazione rosignanese per affrontare il tema. «Tutto è cominciato per curiosità all'università – racconta il biologo – vivo in campagna e sono anche un fotografo naturalista, così ho deciso da biologo di documentarmi su questo “roditore gigante” – prosegue – Nel 2008 scoprii che il mio Comune aveva deciso di abbattere le nutrie e fu così che iniziai a muovermi con le associazioni locali».
La soluzione alternativa, salita alla ribalta in Lombardia con il nome di “Metodo Buccinasco” dal nome del paese di sperimentazione, consiste nella sterilizzazione delle colonie urbane e suburbane di questi animali, dove ci sia una situazione di particolare sensibilità dal punto di vista etico, amministrativo e ambientale. «I piani di abbattimento non sono efficaci nel medio e lungo termine, questa è una legge di natura – spiega Venturini – Con il nostro metodo abbiamo verificato una diminuzione della popolazione di nutrie. Con un solo intervento si affronta il problema e ciò permette inoltre di fare ricerca pura ed epidemiologica, creando un lavoro di coinvolgimento con il terzo settore».
La legge 157/92 prevede che il contenimento avvenga nel modo più ecologico possibile e in questo senso Samuele spiega «che il “metodo Buccinasco” si deve inserire in una sinergia: reti anti nutrie e anti gambero, fasce tampone di vegetazione spontanea lungo gli argini per 5-10 metri in modo che le radici delle piante contribuiscano alla solidità dell'argine e gli animali non scavino le loro tane. Basilare è inoltre il rispetto dei cicli della natura: volpi, aironi, poiane, lupi, aquile minori sono predatori naturali delle nutrie». Samuele Venturini è balzato agli onori di cronaca per il suo impegno con questi animali anche per la storia di “Willy”, un cucciolo di nutria salvato dopo un incidente e addomesticato dal biologo: «È importante ribadire che in Italia la nutria fa parte della fauna selvatica – spiega il biologo – La storia di Willy era particolare perché a seguito dell'incidente il centro di recupero a cui ci rivolgemmo ci disse che era impossibile introdurlo di nuovo in natura».
«Sono a disposizione – conclude Venturini – per confrontarmi con il sindaco e con l'assessore all'ambiente per condividere metodi ecologici di gestione faunistica che interessano anche altre specie come daini e procioni. Per avere ulteriori informazioni visitate la pagina Facebook “Progeco- Ambiente & Natura”», conclude Samuele.
Silvia Trovato
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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