Il Tirreno

Voto degli immigrati, Sel accusa la responsabile dello sportello e minaccia querele. Lippi rilancia con le mail di Valentini

Le polemiche dei giorni scorsi sono continuate anche nella giornata del voto. Sono state primarie avvelenate, quelle cecinesi. Già in mattinata il tono si è alzato, con la denuncia di Sel e del...

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Le polemiche dei giorni scorsi sono continuate anche nella giornata del voto. Sono state primarie avvelenate, quelle cecinesi. Già in mattinata il tono si è alzato, con la denuncia di Sel e del Comitato pro Valentini di irregolarità davanti al seggio di via Verga, quello in cui potevano votare anche gli immigrati. La denuncia riguarda la presenza di una donna che avrebbe dato indicazioni di voto, a favore di Lippi. Sel e lo stesso Valentini, che esprime la sua protesta anche su Facebook, chiedono una riunione urgente della commissione paritetica. La commissione di garanzia si riunisce nel pomeriggio alle 15 e in questa sede Sel esprime una dettagliata denuncia a carico dell'incaricata dello sportello immigrati per il Comune. La quale «usando dati sensibili a disposizione delle amministrazioni comunali, dopo aver inviato sms agli immigrati iscritti invitandoli a votare il candidato Samuele Lippi, sostava davanti al seggio per accogliere gli immigrati stessi dando le relative indicazioni di voto». Una denuncia che il direttivo di Sel affida poche ore dopo a un durissimo comunicato stampa in cui si «riserva il diritto di informare l'autorità giudiziaria e a verificare la legittimità delle primarie stesse». Non solo: nel comunicato, Sel annuncia che, «indipendentemente dal risultato delle elezioni», questo «potrà determinare un ripensamento da parte di Sel sulla collocazione politica all'interno della coalizione di centrosinistra».

La riunione della commissione paritetica riserva però altri colpi di scena. Durante la riunione si presenta infatti Samuele Lippi il quale segnala una mail di Valentini inviata ai dipendenti del Comune di Cecina per invitarli ad un incontro pubblico, mail per la quale sarebbe stata utilizzata la lista dei dipendenti comunali. Cita anche un'altra mail tra il candidato di Sel e la moglie, dipendente del Comune.

La commissione si conclude decidendo di prendere in esame solo l'aspetto politico della vicenda. Prendendo atto delle comunicazioni, insomma, senza entrare nel merito dell'uso presunto dei dati sensibili. Sel indice un’altra riunione nel tardo pomeriggio ma decide di aspettare l'esito del voto, confermando quanto scritto nel comunicato.

Intanto la responsabile dello sportello immigrati si difende dalle accuse. «I messaggi inviati dal mio telefono personale erano destinati ai miei contatti e conoscenti, tutte persone che conosco personalmente da molti anni o che ho conosciuto in questi giorni di campagna elettorale. Mai mi sarei permessa di utilizzare dati provenienti dallo sportello immigrati». Mentre Lippi fa almeno una parziale marcia indietro, dichiarando di non voler entrare nel merito del suo intervento in commissione. «Per me - dice - è una questione politica. Visto che sono stato oggetto di tante accuse e cattiverie in queste settimane di campagna elettorale ho voluto segnalare un fatto. Non voglio intraprendere nessuna azione legale».

L'eco dei veleni continua su facebook, dove Valentini scrive, alla chiusura dei seggi: «A Cecina sono stati raggiunti livelli bassissimi. Persino hanno tirato in ballo la mia famiglia in maniera gratuita e diffamatoria, oltrepassando un limite sacro che nessuno osa mai oltrepassare. Un'autentica vergogna».

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