Il Tirreno

Sel chiede il rinvio, il Pd dice no «Votiamo, ma se hanno barato...»

di Gianni Parrini

Baldeschi e il rappresentante di Valentini: «Dopo le accuse di Costagli a Lippi chiedevamo verifiche» La commissione boccia la richiesta e il comitato pro-giornalista medita sul proprio futuro in coalizione

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CECINA. Si vota. E già questa è una notizia visto il tourbillon di voci che si sono rincorse per tutta la giornata di ieri. Una vigilia animata da richieste di rinvio, ipotesi di abbandono e presunte violazioni del regolamento (palesi per alcuni, inesistenti per altri). La questione delle telefonate fatte dalle sedi del Pd a vantaggio di uno dei due candidati del partito e quella degli elenchi con i nomi degli iscritti, hanno indotto il comitato che appoggia Antonio Valentini a chiedere il posticipo di una settimana delle primarie: «Chiedevamo – spiega Valeriano Caprini, rappresentante della candidatura di Valentini nella commissione – di fare chiarezza sulle ultime vicende che hanno visto protagonisti i due canditi del Pd». Una questione regolamentare e politica che è stata affrontata in una riunione allargata della commissione paritetica che organizza le consultazioni, alla quale hanno partecipato anche i segretari dei partiti della coalizione.

In questa sede la richiesta avanzata da Sel e dal rappresentante di Valentini è stata respinta: «Hanno detto che gli elenchi messi a disposizione dei candidati Pd – spiegano dal comitato del giornalista – erano quelli delle primarie dell’8 dicembre 2013, nelle quali si votava per la scelta del candidato del partito, non quelli delle precedenti primarie di coalizione del 2009. In tal caso, infatti, le liste avrebbero dovuto essere fornite a tutti i candidati».

Una risposta che non ha soddisfatto i “valentiniani”: «Abbiamo assistito a una sceneggiata tra i due candidati del Pd – spiega Mario Baldeschi, coordinatore di Sel – Sono volate accuse di irregolarità tendenti a favorire il “predestinato”. Stando così le cose ci è sembrato opportuno chiedere delle verifiche. Il comitato ha respinto la richiesta e persino i rappresentanti di Costagli hanno votato contro di noi. Pertanto abbiamo deciso di partecipare ugualmente alle primarie – prosegue Baldeschi – ma dichiarando alla commissione che se dopo il voto emergessero elementi di irregolarità ci sentiremo liberi di rivedere la nostra posizione nella coalizione». In pratica, se la competizione non è stata ad armi pari, il comitato pro Valentini si riterrà svincolato dal patto di lealtà sottoscritto in precedenza (ma solo da Sel, non dal candidato).

Sul fatto che un simile scenario possa aprire la strada (in caso di sconfitta alle primarie) alla candidatura di Valentini con una lista civica, lo stesso giornalista risponde: «Non è un progetto all’ordine del giorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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