La manifestazione
Container e capannoni fermi da 2 anni al porto
La denuncia di un socio: «Ho avvertito il Comune, ma non ho avuto risposta» L’assessore Pia: «Abbiamo già attivato due controlli, seguiamo l’iter regolare»
ROSIGNANO. Sei container e altrettanti capannoni sono stati collocati nella zona del cantiere del porto Cala de’ Medici. Secondo un socio della Marina Cala de’ Medici Spa, Carlo Potestà, queste strutture sono ferme in quell’area del porto da due anni, e si configurano come presunti abusi edilizi. Potestà lo scrive nero su bianco, denunciando i presunti abusi, ma anche l’immobilismo dell’amministrazione comunale di Rosignano, alla quale ha segnalato la cosa in una lettera inoltrata al sindaco Franchi il 10 gennaio scorso.
«Scrivo come socio del Cala de’ Medici - spiega Carlo Potestà - e come rosignanese, in quanto abito proprio davanti al porto, in viale Trieste. All’interno dell'area del cantiere di Cala de’ Medici sono presenti stabilmente, da più di due anni, varie costruzioni che secondo me hanno caratteristiche di non conformità urbanistica. É stato ampliato il capannone con un’appendice lato nord, sono stati installate varie coppie, su due piani, di containers in acciaio con rampa di scale per l'accesso, sono presenti sei capannoni di notevoli dimensioni in materiale plastico bianco con strutture in acciaio».
Potestà nella lettera al sindaco chiedeva di «verificare la situazione descritta e le varianti relative ai parcheggi liberi previsti dal progetto approvato, rispetto a quelli in essere attualmente». E aggiungeva che la sua richiesta «non è motivata solo dalla vista che ho dalle finestre di casa, ma dal fatto che ritengo indispensabile integrare il porto turistico con il nostro paese in tutti gli aspetti, e queste criticità invece lo separano. Altrimenti il rischio è che resti, come adesso, solo un'area di campeggio nautico».
Dopo due mesi di silenzio, attacca Potestà, «voglio che questa cosa diventi pubblica per evidenziare ancora l'immobilismo dell'amministrazione comunale». E cita, a riprova della sua accusa, il fatto che la lettera è stata ignorata. Inoltre ricorda che nel novembre 2011 aveva invitato il sindaco e l’assessore alle attività produttive all'inaugurazione della sua azienda di ingegneria industriale, la Chorus, «con 21 dipendenti», ma non ha avuto risposta. Analogo risultato nel marzo 2012, «quando ho proposto di offrire gratuitamente l'impianto elettrico e fotovoltaico per una pensilina di ricarica auto elettriche». Per «rompere quest’immobilismo», Potestà è impegnato nelle primarie, nel comitato pro Bartoli.
L’assessore all’Urbanistica Margherita Pia smonta l’accusa. «Siamo assolutamente nelle regole. Infatti stiamo seguendo l’iter previsto in questi casi che, oltre a una sanzione, se si dovesse dimostrare l’abuso su area demaniale, prevede una denuncia penale - spiega -: dopo aver ricevuto la lettera, che il sindaco Franchi mi ha girato, ho attivato i controlli dei vigili urbani, i quali hanno effettuato un primo sopralluogo il 18 febbraio. Stamani (ieri per chi legge, ndr) è avvenuta una seconda visita: insieme ai vigili si è attivato anche l’impiegato dell’ufficio demanio che valuterà la conformità delle strutture indicate alla cartografia e alle concessioni. Dopodichè si prenderanno le decisioni dovute».(m.m.)
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