Sicurezza
Alla Magona? Non a piedi Chiusa la via per i pedoni
Da un paio di giorni la strada che consentiva l’accesso ai residenti è off-limits I cittadini: «Dobbiamo passare in un luogo trafficato, buio e senza marciapiedi»
CECINA. «Proprietà privata. Per gravi ragioni di pericolo è severamente vietato l’accesso a chiunque e con ogni mezzo». Il cartello che è stato appeso alla grande rete rugginoso non lascia spazio ad interpretazioni. Di lì non passa più nessuno. Peccato che quella strada era l’unica che consentisse di raggiungere a piedi il quartiere Magona da via Curtatone. Era l’alternativa sola alla strada “ufficiale” quella che, poco più ad ovest, viene attraversata anche dalle auto e dai mezzi pesanti.
«Da un paio di giorni la Magona – spiega Andrea De Marco, un residente – è raggiungibile con tutti i mezzi tranne che a piedi, o meglio, a piedi ci potrà arrivare solo chi ama il brivido del rischio. Questo perché il passaggio pedonale che consentiva di arrivare alle case in modo sicuro (e illuminato) è stato chiuso per un pericolo di crollo e quindi la proprietà (privata) ha giustamente deciso di evitare possibili incidenti».
Ormai, l’unica alternativa resta “la strada principale” da cui passano moto, auto, e autobus. Ma che è sprovvista di un marciapiede, di illuminazione e dove abbonda la vegetazione. Una via puntellata dai divisori arancioni in plastica che fasciano ampi spazi dove si lavora da anni. «L'amministrazione comunale, più volte chiamata in causa – dice De Marco – ci risponde che non ha potere sulle strade, visto che sono tecnicamente aree di cantiere. Quindi, niente marciapiedi, niente taglio della foresta e niente illuminazione. Ai cari signori, presenti e futuri del Comune di Cecina chiedo di venire qui, alla Magona, una sera e fare due sereni passi a piedi per questa strada, non per altro, ma solo per fargli provare giustamente l'eccellente regalo che ci è stato fatto».
Per il quartiere che nelle ambizioni dei lottizzatori avrebbe dovuto essere il salotto buono della città sembrano non finire le tegole. Come i lavori, che sono iniziati oltre dieci anni fa e non sono mai terminati. Al punto che dal Comune, più volte, hanno detto di essere disponibili a una revisione della convenzione urbanistica (che è scaduta).
Inoltre non sono stati riscossi tutti gli oneri previsti dai contratti. L’ultimo problema, in ordine di tempo, era arrivato insieme alla piena del fiume; il Cecina in una notte aveva allagato i garage, danneggiato diversi mezzi, inondato case e uffici. Senza contare il fatto che l’intera area era rimasta senza corrente per diverse ore. Colpa dell’acqua che aveva fatto saltare la centralina elettrica dell’Enel.
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