Sicurezza
È polemica sull’accesso al voto «Il Pd vuole elezioni “ristrette”»
Primarie, è polemica sull’accesso al voto. Sel e Il verso giusto contro la scelta di far iscrivere i partecipanti all’albo degli elettori del centrosinistra: «Si punta a restringere la platea...
CECINA. Primarie, è polemica sull’accesso al voto. Sel e Il verso giusto contro la scelta di far iscrivere i partecipanti all’albo degli elettori del centrosinistra: «Si punta a restringere la platea degli elettori per non avere sorprese». La questione è stata sollevata nel corso della conferenza stampa convocata per ieri mattina dal comitato che appoggia la candidatura di Antonio Valentini. I membri del comitato rispondono indirettamente ad Alessandra Meini, presidente del comitato paritetico che organizza le consultazioni, la quale ha sottolineato che il voto riguarda gli elettori del centrosinistra. «Partecipando si sottoscrive il programma della coalizione e si viene inseriti nell’albo degli elettori di centrosinistra», ha spiegato Meini nei giorni scorsi.
«Strumentalizzare in questo modo la firma posta sul registro dei votanti – ribatte Antonio Valentini – significa trovare un’ulteriore meccanismo per restringere la platea degli elettori. È triste che questo tentativo venga messo in atto da chi ha un ruolo di garanzia nell’organizzazione delle primarie. Questo aspetto e un’ulteriore e urticante mossa per chiudere le consultazioni. Ci appelliamo ai cittadini chiedendo loro di venire a votare affinché questo confronto non rimanga ristretto a pochi come vorrebbe il vertice del Pd».
Occorre dire che l’elenco dei partecipanti alle primarie non può essere reso pubbliche, visto che le opinioni politiche rientrano nella sfera dei cosiddetti “dati sensibili”, quelli tutelati dalla norma sulla privacy. Il garante si è già espresso sull’argomento nel 2012, in occasione delle primarie in cui si confrontarono Renzi e Bersani. Pertanto, la firma sull’albo e le altre informazioni raccolte ai seggi potranno essere utilizzate esclusivamente ai fini delle verifiche legate alle operazioni di voto.
La conferenza organizzata da Sel e da Il verso giusto nei locali di corso Matteotti è stata anche l’occasione per spiegare i motivi che hanno spinto il comitato pro-Valentini a firmare “il patto di lealtà” con il resto della coalizione. «Abbiamo deciso di aderire – spiega Mario Baldeschi, coordinatore di Sel – perché riteniamo che la nostra presenza abbia un valore politico importante per Cecina. La candidatura che abbiamo messo in campo dà valore a questa consultazione. Valentini non è semplicemente il rappresentate di Sel, ma anche quello di una parte del Pd e, aggiungerei, della società civile. Riteniamo che sarebbe stato più giusto fare un ballottaggio, ma il vertice del Pd ha opposto il diniego. Parteciperemo ugualmente per senso di responsabilità, convinti di avere un candidato forte ma uno svantaggio dovuto alla formula che è stata imposta». Anche Mauro Bini è intervenuto sull’argomento: «Questo non è un attacco alla base del Pd – spiega – con chiunque si parli, tutti dicono che abbiamo ragione. Il problema è dato da un gruppo dirigente molto ristretto, al quale noi contestiamo la scelta di non fare il ballottaggio». «Per noi renziani della prima ora – spiega Valentina Costagli – Valentini è il candidato giusto: ha affrontato temi su cui il partito principale di Cecina ha dormito. Una su tutte, la questione dell'ospedale. I cecinesi che vogliono un cambiamento possono votare per lui».
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