Finanza
Su Fb ecco il gruppo che vuole la Perla comune autonomo
CASTIGLIONCELLO. Nasce il gruppo, per il momento solo virtuale, “Quelli che vorrebbero il comune di Castiglioncello”. E in una settimana, il gruppo lanciato su Facebook, conta già 76 iscritti. Sarà...
CASTIGLIONCELLO. Nasce il gruppo, per il momento solo virtuale, “Quelli che vorrebbero il comune di Castiglioncello”. E in una settimana, il gruppo lanciato su Facebook, conta già 76 iscritti. Sarà una suggestione legata al passato oppure la volontà di mettersi alla prova. O forse un sentimento, per anni inespresso pubblicamente, legato al sentirsi poco rappresentati nonostante che Castiglioncello rappresenti ancora uno dei nomi turistici maggiormente spendibili in Italia e all’estero. Fatto sta che, dopo averne disquisito sui social network, il gruppo è nato. Pochi gli interventi sino ad oggi ma gli animatori propongono di ritrovarsi per intraprendere un cammino già più volte paventato o preso negli anni passati, “senza fretta” dicono. Intanto si pubblicano fotografie in stile hollywoodiano con il nome Castiglioncello, virtualmente scritto su grandi pannelli bianchi, innalzato su Poggio Pelato. C’è chi rispolvera un progetto di Paolo Bini, uno degli aderenti al gruppo assieme a altri castiglioncellesi, ossia: unire Castiglioncello a Quercianella, Nibbiaia, Gabbro, Castelnuovo e Montenero (territorio omogeneo) per raggiungere quel fatidico numero di abitanti, 10mila, che permetterebbe di chiedere, attraverso un referendum, di costituirsi comune. Si pubblicano leggi, si fissano appuntamenti, si invitano i cittadini a dire la loro. Provocazione, protesta o far sul serio a parte, l’espressione di voler staccarsi dal comune di Rosignano puntando su turismo, ambiente e conservazione storico e paesaggistica di un luogo che di storia ne ha in abbondanza, dovrebbe porre comunque alcune riflessioni agli amministratori di oggi e a quelli futuri. E forse non è neppure un caso che questa proposta arrivi proprio adesso, alla vigilia della campagna elettorale per l’elezione del prossimo sindaco del comune. Adesso che c’è in ballo il piano pineta, che alcuni storici locali, come il Tennis, hanno chiuso i battenti o altri stentano a decollare vedi la Limonaia. A leggere, neanche poi tanto dietro le righe, questa proposta non sembrerebbe neppure tanto scollegata alla richiesta, avanzata dagli albergatori e alcuni operatori commerciali di Rosignano, di cambiare il nome a Rosignano Solvay mutandolo in “Rosignano a mare”. Anche in questo caso, a muovere l’idea, la volontà di promuovere turisticamente una fetta di territorio.
Alessandra Bernardeschi
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