La manifestazione
Il Cecina fa ancora la voce grossa
Il livello delle acque tocca i 6,8 metri alla Steccaia: campi di nuovo allagati. Disagi anche a Castagneto
CECINA. Giornata di apprensione a Cecina per il maltempo. Il fiume è tornato a fare la voce grossa alimentato dalle piogge scese in maniera incessante dalla notte di giovedì. Il canovaccio oramai è sempre lo stesso: campi allagati nella zona dell’Aurelia, uomini della protezione civile in stato di allerta e l’idrometro della Steccaia tenuto sotto stretta (e preoccupata) osservazione. Per fortuna stavolta i disagi sono stati minori rispetto alle piene di metà febbraio e non c’è stato bisogno di evacuare delle famiglie. I problemi però non sono mancati, anche se non è stato il fiume a causarli. Nella zona dei Prati del Casone, a Castagneto alcune aziende sono rimaste isolate a causa dell’esondazione dei fossi di scolo e del conseguente allagamento delle strade di collegamento. Qualche disagio anche a Rosignano, dove è saltato un palo Telecom
Cecina. La giornata di ordinaria paura è iniziata intorno alle 11 quando il fiume ha superato i 6 metri alla Steccaia. «Non siamo ai livelli dell’ultima piena, quando si toccarono i 7,5 metri – spiega Valerio Calderini, coordinatore della protezione civile – Ma monitoriamo la situazione per capire che evoluzioni vi potrebbero essere nelle prossime ore». Il livello del fiume ha continuato a crescere fino a 6,80 metri. Poi nel tardo pomeriggio l’inversione di tendenza: l’acqua ha cominciato a scendere, la pioggia è cessata e l’allarme è poco a poco scemato.
Castagneto. I problemi maggiori si sono registrati in località Prati del Casone, nel Comune di Castagneto. Stavolta a far danno è stata la pioggia, con la complicità dell’uomo. A creare il disagio, infatti, è stata la cattiva manutenzione dei fossi: «Qui c’è un metro d’acqua – spiega Paolo Nobili, la cui moglie ha un centro restauro proprio in quella zona – La strada principale è allagata e le auto in transito rischiano di finire nel fossato dove ci sono quasi tre metri di profondità. Le vie di collegamento invece sono proprio sommerse. Il problema è originato dalla cattiva manutenzione dei fossi di scolo: mucchi di canne e detriti hanno ostruito le condotte e l’acqua è esondata. Purtroppo nessuno si è mai occupato della questione – prosegue Nobili, che è anche vigile del fuoco – Ci si è preoccupati di fare una bonifica che mettesse in sicurezza il centro abitato di Marina di Castagneto, ma di quest’area invece nessuno si è interessato». A subire danni, oltre al centro restauro, ci sono stati anche un’officina meccanica e un’azienda vivaistica. Tutte le imprese hanno avuto il piazzale e la strada d’accesso allagati. Anche alcune delle abitazioni che si trovano nella zona sono rimaste coinvolte dai disagi. Senza contare le decine di ettari di terreno finiti sott’acqua: «Così non si può andare avanti – prosegue Nobili – Lavorare in queste condizioni è impossibile. Quantificare i danni? Le dico solo che ieri avevo fatto arrivare un camion di ghiaia per mettere in sicurezza la strada di accesso all’azienda e l’acqua di oggi si è già portato via tutto. L’amministrazione intervenga. È inutile che ci chiedano quali sono i problemi sul territorio se poi non fanno niente per risolverli».
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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