Toscana
Sanità, scuola, lavoro Ecco il faccia a faccia
Folla in piazza del Mercato per il dibattito organizzato dal Tirreno In vista delle primarie confronto serrato fra Bartoli, Franchi e Porciani
ROSIGNANO. Oltre trecento persone al confronto fra i tre sfidanti per le primarie che il centro sinistra ha in programma domenica prossima (9 marzo) per scegliere il candidato sindaco di coalizione.
Un incontro organizzato da Il Tirreno, giovedì sera nell’auditorium di piazza del Mercato a Rosignano Solvay, che era affollatissima.
Simone Bartoli, Alessandro Franchi (ambedue in quota Pd) e Angela Porciani (Centro Democratico), hanno risposto alle domande dei giornalisti e ai quesiti che i lettori hanno inviato nei giorni scorsi alla nostra redazione. Un botta e risposta veloce e su temi concreti che è stato caratterizzato da toni pacati e dalla volontà dei tre candidati di mettere in evidenza i punti nodali dei loro programmi. Sanità, industria, cultura, manutenzioni e turismo: gli sfidanti hanno affrontato un ampio ventaglio di temi, così da poter chiarire quali le loro priorità amministrative nel caso in cui diventassero sindaci.
H5, il progetto per un nuovo centro a Rosignano è in stand by da anni. Credete ancora in questo percorso e cosa farete per attuarlo?
Bartoli: «Quando il progetto è stato pensato aveva un oggi, mentre ora necessita di un ripensamento soprattutto per quanto riguarda l'edilizia privata che non ha bisogno di un ulteriore carico. Non ci sono le condizioni per realizzarlo rapidamente».
Franchi: «Come amministrazione abbiamo avuto molti contatti negli ultimi mesi sia per svilupparlo che per sottoporlo all'attenzione dei cittadini, mentre nella prossima programmazione urbanistica occorrerà ragionare in termini di volumi zero perché il territorio non ha bisogno di ulteriori case sfitte».
Porciani: «Il futuro sindaco dovrà necessariamente chiudere questa partita nella prossima legislatura perché si tratta di un progetto strategico di riqualificazione del territorio».
Capitolo manutenzioni: strade e marciapiedi sono un colabrodo, serve un piano manutenzioni completo e veloce. Perché non pensare a uno sportello apposito a cui gli stessi cittadini possano rivolgersi per segnalare i casi di peggior degrado in modo da intervenire tempestivamente?
F.: «Le manutenzioni rappresentano una priorità perché oggi esiste un degrado urbano che non abbiamo mai negato. Purtroppo abbiamo molte risorse bloccate a cause del patto di stabilità. Non esiste un vero sportello ma molti canali aperti attraverso i quali i cittadini possono inviare segnalazioni e che dovranno comunque essere ampliati, come il sito del Comune o la pagina Facebook».
P.: «Tutte le frazioni del comune necessitano urgentemente di un differente decoro urbano mentre per quanto riguarda lo sportello penserei a crearne uno itinerante o a potenziare le assemblee di frazione, in modo che i cittadini possano usarle come mezzo di comunicazione con l’amministrazione».
B.: «Occorre spalmare le risorse disponibili per le manutenzioni necessarie piuttosto che pensare ai grandi progetti con lo scopo di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Se sarò sindaco approverò i bilanci preventivi entro il 31 dicembre di ogni anno per essere il più trasparente possibile».
La gestione delle strutture pubbliche, a fini turistici e culturali, è una questione che sta occupando da tempo le cronache. Ci sono strutture scarsamente utilizzate, altre inutilizzate, a partire dal centro della nautica di Vada per arrivare a Villa Celestina passando per il Tennis club. Qual è la vostra ricetta per rendere più agile la gestione ed evitare aperture a singhiozzo che spesso penalizzano la fruizione di luoghi chiave di aggregazione, come la pineta Marradi?
P.: «Bisogna che il Comune crei una sorta di progetto complessivo con fini turistici e commerciali. Penso inoltre che una volta che le strutture sono affidate ad un gestore attraverso un bando, l'amministrazione ne debba seguire tutto il percorso successivo, arrivando persino a interrompere la gestione se non si dimostra efficiente».
F.: «Occorre individuare una funzione per ognuna di esse, che le valorizzi al massimo e che ne permetta il completo utilizzo per un rilancio turistico del territorio. Credo che i soggetti privati che le gestiscono dovrebbero inoltre riuscire a sollevare l'amministrazione dagli oneri e dai pesi della gestione».
B.: «Meritano un rilancio come meta di un turismo di qualità che si spalmi durante tutto l'arco dell'anno. Occorre unire insieme più strutture in un'unico bando in modo da attrarre un soggetto con esperienza nazionale o anche extra nazionale per far in modo che Castiglioncello torni ad essere la perla del Tirreno che oggi non è più».
Sanità: come pensate di organizzare e con quali servizi la futura casa della salute, e come deve essere l’ospedale di Cecina?
B.: «Dobbiamo difendere l'ospedale con un attivismo in prima persona perché non è più possibile tornare indietro. Occorre pensare la casa della salute, che lega la sanità dell'ospedale a quella del territorio, in via provvisoria in altra sede per una rapida realizzazione».
F.: «È necessario rilanciare l'ospedale all'interno di una più vasta rete ospedaliera mentre sono contrario alla chiusura del reparto di chirurgia perché vorrebbe dire farlo diventare un semplice pronto soccorso. Motivo per cui ho approvato insieme ai sindaci della Bassa Val di Cecina un documento per la sua salvaguardia. Oggi ci sono i progetti per la Casa della salute, c'è l'area, ci sono le risorse, che non devono assolutamente perdersi nei bilanci della Asl».
P.: «Ho fatto una battaglia in prima linea per la sanità perché sono stata tra i fondatori il 23 maggio del 2011 del comitato pro ospedale. Un ospedale carente di molti servizi come del metodo Tutor che dovrebbe accompagnare il paziente che entra. Ritengo invece che la società della salute sia incostituzionale come stabilito da una sentenza della Corte».
La crisi mette in ginocchio le aziende: come pensate di agevolare piccoli e medi imprenditori. Inoltre, continuate a credere nella presenza economica e occupazionale di Solvay?
B.: «In tempi di crisi occorre che l'amministrazione sia efficiente e per questo ritengo opportuno una svolta. Non sarebbe un dramma a mio avviso togliere la tassa di soggiorno che in questa fase non aumenta di certo la ricettività turistica di un territorio».
F.: «Stiamo affrontando una fase difficile ma non certo alla pari di altri territori, come ad esempio Piombino. L'industria è un settore fondamentale per il comune come del resto il turismo di qualità. Abbiamo fatto negli anni passi avanti e l'incremento delle presenze turistiche, soprattutto extra-alberghiere, ne è la dimostrazione anche se dobbiamo incrementare ancor di più lo sviluppo sia del mare che delle colline come elemento peculiare di attrazione».
P.: «Dovremmo istituire un fondo speciale anti-crisi come hanno fatto altre amministrazioni per incentivare, ad esempio, nuove imprese giovanili. L'industria è una presenza importante per Rosignano e il nome del nostro paese dovrebbe essere motivo di orgoglio».
Grande industria: Solvay chiede di innalzare i quantitativi degli scarichi a mare (arrivando alle percentuali europee), siete favorevoli o contrari? Vi impegnate, se ci sono investimenti, a concordare compensazioni per i cittadini?
F.: «Come amministrazione abbiamo già chiesto a Solvay se non sia possibile andare oltre il livello degli scarichi a mare, oltre a chiedere certezza che i fanghi non abbiano ripercussioni sia sulla salute dei cittadini che sull'ambiente. Ogni investimento industriale deve essere accompagnato da compensazioni sul territorio».
P.: «Il futuro sindaco dovrà andare molto cauto sugli scarichi a mare e dovrà capire se ce ne sia effettivamente bisogno. Le compensazioni invece vanno pretese sempre di più senza aver paura di chiedere».
B.: «Se Solvay non ce la fa a rispettare gli scarichi significa che l'asticella è troppo alta. Se sarò sindaco non sarò disponibile a ragionare alla pari con un'azienda che porta un ragionamento privato e non pubblico come il mio».
Favorevoli o contrari ad Armunia o comunque a un ente di questo tipo, “sponsorizzato” dal Comune?
P.: «Sono favorevole, anche se Armunia negli anni non si è mai aperta realmente verso il territorio».
B.: «Ciò che è realmente interessante è un progetto culturale per la cittadinanza mentre Armunia è solo uno strumento. Dal momento che oggi non possiamo che registrarne un fallimento, occorre un ripensamento superando la dualità tra fondazione e associazione. Al momento non esiste una trasparenza finanziaria di Armunia,tanto è vero che non sono riuscito a visionarne il bilancio».
F.: «Sono consapevole che la cultura di Rosignano non sia solo Armunia anche se essa è una parte fondamentale del ragionamento. L'amministrazione ha sempre investito molto in questo settore e dovrà continuare a farlo perché insieme allo sport e al turismo sono fattori imprescindibili».
Qualora foste eletti avete idea di come potrebbe essere composta la vostra giunta?
B.: «L'unica cosa di cui sono certo è che non terrò nessuna delega per me come ha fatto Franchi per la cultura. La composizione della giunta potrà essere pensata con criteri innovativi per cui gli assessori potrebbero essere nominati per progetto e non è detto che rimangano in carica per tutti e cinque gli anni di mandato».
F.: «Tra le novità potrebbe esserci un assessorato che riunisca turismo e sport. Gli assessori saranno scelti per le idee e le competenze senza cedere a tirate di giacchetta o a suggerimenti. Possibili indicazioni se vincerò le primarie, prima del 25 maggio, consapevole che in una futura giunta ci sarà necessità di cambiamento».
P.: «Apprezzo l'idea del progetto di Bartoli anche se mi piace pensare ad una squadra che va avanti insieme. Sono per la parità di genere».
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