La manifestazione
Le tortore uccise dall’influenza
Morìa a Palazzi, è stata l’aviaria. Garigali assicura: «Nessun allarme per la popolazione»
CECINA. E’ stata l’influenza aviaria a decimare, a gennaio, decine di tortore in città. Diverse carcasse, si ricorderà, furono recuperate a San Pietro in Palazzi, in piazza dei Mille, in piazza Martiri di Belfiore e vicino alla scuola materna. Era il 17 gennaio, per l’esattezza. E si temette che a causare la morìa di volatili fosse stato un micidiale veleno. Invece non è così. La risposta è stata fornita ieri mattina in consiglio comunale ad un’interpellanza che, dopo il nostro servizio giornalistico, fu presentata dal consigliere del Pdl Lucia Castellacci. A rispondere è stato lo stesso assessore competente per materia Antonio Garigali.
«A seguito del rinvenimento di carcasse di tortore (in due distinte occasioni nel mese di gennaio) nel quartiere di San Pietro Palazzi - ha spiegato il vice sindaco - il Comune si è fin da subito attivato per la rimozione delle stesse rivolgendosi alla ditta Petracchi, aggiudicataria del servizio di rimozione, trasporto e smaltimento di carcasse di animali rinvenute su suolo pubblico ed ha provveduto ad informare l'ufficio di Sanità Pubblica Veterinaria dell'Usl6. Dalle indagini di laboratorio svolte dall'Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana è emerso che, in un quadro di assenza di lesioni microscopicamente evidenti, era presente nei volatili il virus dell'influenza aviaria, a conferma di quanto già constatato anche in altre province della Toscana». Non vi sono quindi motivi di allarme sanitario né altre cause di mortalità. «Al momento - ha dichiarato l'assessore Garigali - non sono previste iniziative particolari da parte delle autorità sanitarie in quanto si tratta di malattia confermata nell'ambito di popolazioni selvatiche. Il virus, per quanto di nostra conoscenza, è attualmente diffuso non solo in Italia ma anche all'estero. Il fenomeno viene comunque seguito dalle autorità sanitarie preposte, ed è attiva nel nostro Paese una rete di sorveglianza che trova nell'Istituto Zooprofilattico di Pavia il referente nazionale». «Il Comune - ha infine chiosato l'assessore Garigali - ha interesse a garantire ai cittadini il diritto alla salute e all'integrità dell'ambiente pertanto è pronto ad attivare là dove necessario tutte le procedure di sua competenza in caso il fenomeno si ripresentasse».
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