Sicurezza
L’esca lanciata alla Magona Si torna a pesca nei laghetti
Un progetto da 150mila euro per realizzare un’area con oltre 70 postazioni A gestirla saranno le associazioni: il bacino sarà accessibile già da giugno
CECINA. Preparare le esche, armare le canne e pasturare in attesa che carpe e cavedani abbocchino. I pescatori cecinesi già scalpitano: dal prossimo giugno potranno abbandonare il mare per ripiegare sull’acqua dolce del laghetto Castagni, alla Magona. Il sindaco Stefano Benedetti e l’assessore provinciale Paolo Pacini, alla presenza di Arci Pesca e Fipsas, ieri mattina in Comune hanno presentato un progetto per la realizzazione di un’area dedicata alla pesca sportiva. Costo complessivo, circa 150mila euro. «Soldi che la Provincia ha attinto e attingerà dai fondi regionali nel corso degli anni – ha spiegato l’assessore Pacini – Per il momento ne sono stati stanziati 45mila». Il progetto prevede la sistemazione delle sponde del laghetto (ci sarà un doppio livello: uno per la pesca uno per il transito), l’installazione di alberi, panchine, ghiaia. Inoltre verranno sistemati la strada e il parcheggio già esistenti. La struttura sarà gestita dalle associazioni, che hanno già siglato un accordo col Comune.
Piccoli Sampei crescono. Il laghetto dei Castagni ha una circonferenza di circa 600 metri e una profondità di 8 metri. «L’obiettivo è crearvi 70-80 postazioni per la pesca, accessibili anche ai disabili – spiega il sindaco Benedetti – Vorremmo che fosse anche un campo scuola in cui, oltre ai pescatori già esperti, possano fare pratica anche i ragazzi». Ci vorrà del tempo per vedere il progetto realizzato al 100% (si parla di 4-5 anni), ma già dalle prossime settimane si inizierà a lavorare per modellare le sponde e consentire almeno a una quindicina di pescatori di praticare l’attività: «In Provincia sono circa 400 gli appassionati – spiegano i rappresentanti di Fipsas e Arci Pesca – La maggior parte sono localizzati proprio tra Cecina e Piombino. Un tempo si pescava nel fiume, poi la qualità delle acque è andata sensibilmente peggiorando e quindi ci si è spostati sul mare, abbandonando completamente le acque interne. Ora finalmente potremmo ritornarvi».
Il progetto. «Quest’intervento è parte di un più ampio progetto che riguarda il recupero e lo sviluppo del Parco del Fiume Cecina, volto proprio alla riqualificazione dell'area e alla sua maggiore fruibilità», spiega il sindaco Benedetti. Nello specifico, si prevede il rimodellamento della sponda per il piano di pesca, e di quello superiore destinato alla circolazione. I lavori saranno eseguiti utilizzando terreno vegetale presente in loco, senza variazioni significative rispetto allo stato attuale dei luoghi. L'accesso alle postazioni di pesca (distanti 5 metri l’una dall’altra) sarà favorito da scale in legno adiacenti all'arginatura. Inoltre, per permettere la realizzazione di postazioni idonee alle persone diversamente abili, è prevista la realizzazione di una rampa per l’accesso delle carrozzine dal piano superiore alle postazioni. Il piano di pesca, le scale e la rampa dovranno essere finite con materiale di cava opportunamente rullato e compattato. Sul piano superiore sarà realizzata una viabilità interna all'area e una zona a parcheggio.
Acque in regola. Cavedani, carpe, carassi e qualche persico-trota: queste le tipologie di pesce che potranno essere prese all’amo nel bacino di Castagni. I pesci, una volta presi e pesati, dovranno essere ributtati nel lago. Per quanto riguarda la qualità delle acque, di cui in passato si era discusso per la presenza in zona di alcune discariche abusive, pare che non vi siano problemi. «Abbiamo fatto delle analisi – spiegano dalla Fipsas – e non risultano presenti agenti inquinanti».
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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