Sicurezza
Fiume, si sta sgretolando la massicciata
Carugi (Aps) e i detriti lungo l’alveo: «Sono cocci che riempivano il terratetto, i rifiuti sono sotto il ponte»
CECINA. «Quei detriti lungo il fiume non sono rifiuti. Si tratta di pietre e cocci di abitazioni, distrutte nel Dopoguerra ed utilizzate dai cecinesi per riempire il terrapieno del piazzale davanti al fiume». Lo ricorda Rino Carugi, storico pescasportivo locale, che caso mai segnala come queste “pietre siano riemerse a seguito dell’ultima piena del Cecina”. E indicano un sostanziale deterioramento della massicciata. «Si sta consumando - dice - una parte del gabbionato di pietre e terra. E questo lo si deve alla scarsa manutenzione ma anche per i danni provocati dall’uomo». Carugi risponde così a Grosso che aveva parlato di immediata bonifica da avviare lungo il fiume. «I veri rifiuti - dice il presidente dei pescasportivi - si trovano in realtà sotto il ponte dell’Aurelia. Qui sono stati scaricati camion di calcinatti insieme a potature di olivi. Ed è qui che va fatta una pulizia adeguata».
Si lamenta, inoltre, che la pulizia di quello che doveva diventare il “giardino della città” è stata fatto solo dove ci sono le panchine ma nessuno “ha pulito l’argine vero e proprio del fiume”, dice Carugi . «Ci sono tratti lungo l’alveo del Cecine in cui il fiume è diventato una vera e propria pattumiera. Fino anche ad un gabinetto pubblico». In sostanza, il fiume e gli argini hanno bisogno di manutenzione. E laddove ci sono da fare interventi di pulizia di detriti e rifiuti questi vanno fatti. Ma non davanti al piazzale - avverte Carugi - dove a cedere è il terratetto .
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