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Il vino di Bolgheri ubriaca la crisi: è boom di vendite

Il vino di Bolgheri ubriaca la crisi: è boom di vendite

Nel 2013 le bottiglie acquistate sono cresciute di 1 milione Oltre 700mila sono finite nei maggiori mercati esteri

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BOLGHERI. Tempo di crisi ma non per il buon vino. Il Consorzio di tutela Bolgheri Doc conferma l'eccellenza della sua produzione chiudendo il 2013 con 1 milione di bottiglie in più vendute rispetto all’anno precedente. 700mila bottiglie sono finite nei maggiori mercati esteri, posizionano Bolgheri come uno dei territori a maggiore vocazione per l'export.

«Il Consorzio – sottolinea il presidente Zileri – pur essendo un progetto relativamente recente (siamo nati nel 1994), è riuscito a imporre in tutto il mondo, il primato dei suoi produttori che hanno saputo unirsi per incentivare le attività di promozione e comunicazione pianificate dal Consorzio nell’ultimo anno».

Con un numero globale di bottiglie prodotte nel 2012 pari a 4.560.000, di cui 2.900.000 per il Bolgheri Rosso e 960.000 per il Bolgheri Superiore e Bolgheri Sassicaia, il Consorzio colleziona anno dopo anno successi di vendita eccellenti nei mercati elettivi come Nord Europa, Stati Uniti, Canada, Asia tanto che parlando di consumi, poco più del 30% è consumato in Italia, il restante 70% prende la strada per l’estero, come dimostrano i numeri del 2013. «Siamo un territorio che ha una storia giovane ma con un grande avvenire segnato dal luogo – spiega Federico Zileri Dal Verme, presidente del Consorzio di tutela dei vini Doc Bolgheri. Abbiamo saputo interpretare al meglio le risorse eccezionali di Bolgheri pur in un territorio relativamente piccolo: la superficie dei vigneti è in totale di 1.220 ettari circa, di cui 1.050 destinati alla Doc Bolgheri e 170 circa per l’Igt Toscana. Il Consorzio è costituito da 40 produttori che riescono ogni anno a esprimere con il loro talento, il meglio di questa terra eccezionale».

Da Bolgheri arrivano alcune delle etichette più apprezzate in questi ultimi anni dal mercato internazionale: Sassicaia, Ornellaia, Masseto, Cavaliere, Paleo, Messorio, Grattamacco, Guado al Tasso, rossi che derivano dal 90% della superficie vitata della Doc suddivisi Cabernet Sauvignon (40%), Merlot (25%), Cabernet Franc (10%), Syrah (7%), Petit Verdot (6%) e Sangiovese (2%), creando blend cha hanno saputo confrontarsi con i grandi d’Oltralpe.

«Fattore determinate per il successo dei bolgheresi è stata la capacità del Consorzio – guidato per 20 anni dal Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta – di lavorare per il futuro del settore vinicolo, inteso come realtà diffusa e non più solo concentrato al polo produttivo delle zone interne – prosegue Zileri. Il nostro obiettivo è di continuare il lavoro intrapreso dal Marchese Incisa, nel “fare sistema” e nell’essere uniti, seguendo questa strada e valorizzandola saremo in grado di diffondere l’idea di “terroir” a Bolgheri. Perseguendo una simile strategia abbiamo ottenuto risultati sorprendenti, grazie ad un impegno maggiore e costante delle attività consortili, con l’obiettivo di valorizzare le nostre risorse e gli stessi produttori. Abbiamo chiara la situazione ed oggi l’intenzione è quella di affermare con forza un brand del territorio attraverso il Consorzio».

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