Il dolore
«Quella strada esiste già» Secca replica di Valentini
Il candidato di Sel con Renzo Ulivieri, presidente dei mister di serie A, risponde a Lippi e al ct del ciclismo Paolo Bettini: «Basta politica degli annunci»
CECINA. A questo punto scendono in piazza anche gli sponsor. E se due giorni fa era stato il campione di ciclismo Paolo Bettini a vestire i panni di endorser per Samuele Lippi, ieri è arrivato il presidente degli allenatori italiani e mister di serie A Renzo Ulivieri a tirare la volata ad Antonio Valentini.
Un incontro, nella sede della Polisportiva Palazzaccio, davanti a gran parte dei rappresentanti delle società sportive locali (con i loro iscritti rappresentano un buon bacino di voti) in cui Valentini ha riservato una replica piccata alla squadra Lippi-Bettini. Oggetto del contendere? Il progetto della strada sul versante pineta che dovrebbe unire le marine di Cecina e Bibbona. Un’idea lanciata da Lippi nel giorno della sua presentazione ufficiale. «Una strada in quel luogo c’è già – ha detto Valentini – anzi ce ne sono due. La prima corre proprio dentro la pineta e la seconda all’esterno (quella delle Casermette, ndr). Non ha senso costruirne una nuova anche perché minerebbe il futuro turistico della città e aizzerebbe gli appetiti degli imprenditori. E non ho mai visto nessun turista venire a vedere le seconde case. Dico, piuttosto, che si potrebbe attrezzare la pineta per incentivare gli sportivi. Voglio anche ricordare a Paolo Bettini che dieci anni fa, nel 2004, sbandierò ai quattro venti il suo progetto di “viabilità ciclabile alternativa”. Sembrava cosa fatta ma non è mai stato realizzato. È l’ora di finirla con la politica degli annunci». Sul fronte della politica sportiva, Valentini ha parlato di «paralisi di idee dell’amministrazione negli ultimi anni», di «mancanza di attenzione» con l’esempio eclatante della «pista di atletica lasciata imputridire». Sul fronte dei contenuti, il candidato di Sel ha proposto una «riorganizzazione delle strutture sportive e la risoluzione di molti problemi aperti (impianti tennis, judo) e una valorizzazione della pineta». Temi condivisi da Renzo Ulivieri che ha spiegato come «lo sport non sia educativo ma diventa educativo grazie alla volontà degli amministratori. C’è bisogno di passare dal senso del comune al senso di comunità. Purtroppo, mi tocca constatare come troppe volte manchi il senso di responsabilità. Basta solo presentarsi ad una partita di calcio giovanile per comprendere a cosa mi riferisco».
Rino Bucci
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