Sicurezza
«Hanno svuotato l’ospedale risparmi sulla pelle dei cecinesi»
Sul tema della sanità Antonio Valentini, candidato di Sel, ha intenzione di giocare una buona parte della campagna elettorale che lo accompagnerà da qui al voto del 9 marzo
CECINA. Sul tema della sanità Antonio Valentini, candidato di Sel, ha intenzione di giocare una buona parte della campagna elettorale che lo accompagnerà da qui al voto del 9 marzo. E’ un tema che gli è caro come ha avuto modo di spiegare alla conferenza di presentazione da candidato a sindaco al Dan Kafè: un diritto - quello alla salute- sancito costituzionalmente e che “deve essere assolutamente difeso”.
Dopo che il Pd ha presentato agli alleati un programma di massima da sottoscrivere in cui al primo punto c’è proprio la sanità, interviene Valentini le cui dichiarazioni seguono a stretto giro di posta le valutazioni fatte ieri sera da Sel. Il partito aveva sostanzialmente condiviso il programma, nutrendo tuttavia più di una perplessità proprio sul punto della sanità dove il Pd fornisce indicazioni molto dettagliate. Pure tropo, per Sel.
«Avevamo chiesto di costruire insieme una cornice di programma», aveva detto ieri Mario Baldeschi, coordinatore zonale di Sel, “al cui interno ogni partito potesse esprimere i propri orientamenti”.
Sull’argomento Valentini, che ricordiamo è sostenuto anche da un comitato civico, interviene. E lo fa con una nota pubblicata anche sul profilo personale e quello da candidato a sindaco di Facebook. «Com'era prevedibile - scrive Valentini - l'ospedale per intensità di cura si è rivelato la testa di ariete per conseguire risparmi in sanità sulla pelle dei cecinesi. L'ospedale è stato de potenziato, i servizi sul territorio peggiorati, i tempi di attesa aumentati. Manca addirittura il medico tutor che segue il paziente al momento del suo ingresso in ospedale, fulcro dell'intensità di cura».
Ricorda la questione della cardiologia e dell’unità di terapia intensiva coronarica. «La riprova del fallimento - aggiunge sta nell'Utic che ora vogliono ripristinare dopo averla tolta. Il risultato e' sconcertante: primariati spariti, chirurgia ridotta ai minimi termini, apparecchiature diagnostiche sotto-utilizzate per mancanza di personale e quindi inevitabile spreco di denaro pubblico. E poi manca un piano che stabilisca cosa sarà dell'ospedale di Cecina nei prossimi anni». Poi conclude: «Ditemi: Sono io che leggo male la realtà oppure le cose stanno davvero così?»
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