Toscana
«Fossi in sicurezza per 200 anni» Parola di Consorzio
Il presidente della Bonifica, Pandolfi, difende il suo operato «L’alluvione di gennaio è stata un evento eccezionale»
VADA. Alluvione, gestione del territorio, manutenzione dei corsi d’acqua e dei fossi. Su questi argomenti, martedì scorso, si è svolta un’assemblea tra alcuni membri del Consiglio di frazione e il direttore del Consorzio di bonifica Roberto Pandolfi nei locali del Centro nautico di Vada.
L'assemblea è stata un'occasione di confronto su svariati temi: condizione dei fossi e progetti, situazione di viale Belvedere, dove il Consorzio ha abbattuto 39 cipressi secolari, e monitoraggio della colonia di nutrie della Mazzanta.
Roberto Pandolfi ha spiegato ai presenti che «le nostre sono zone di bonifica trentennale, significa che si ammette un'alluvione una volta ogni trenta anni. Gli attuali progetti mirano ad allungare il cosiddetto “tempo di ritorno” da 30 a 200 anni». Gli allagamenti del 30 gennaio non sono stati causati dalla grande quantità d'acqua, quanto dalla sua estensione distribuita in pochi giorni.
«Nella bonifica agricola - ha detto Pandolfi - non c'è tracimazione ma allagamento, quando i terreni sono saturi d'acqua è come se si ricreasse la palude», per questo «siamo intervenuti con tre idrovore supplementari; la piena del Fine è arrivata a 5 metri, più del doppio del normale». Durante l'assemblea sono emerse considerazioni da parte dei presenti circa la frammentazione delle competenze nella gestione dei corsi d'acqua; il “Fine” è gestito dal Comune e da altri enti, la “Bucaccia” dalla Provincia, il “Tripesce” dalla Bonifica. A fine febbraio il Consorzio di bonifica andrà a confluire con quello dell'Unione montana Valdicecina, quello dell'Alta Maremma e dell'Arcipelago toscano: «per questo motivo stiamo progettando lavori di potenziamento, è vero che abbiano minori dimensioni ma siamo più dislocati sul territorio», spiega Pandolfi.
É stato poi spiegato che sulla questione dei cipressi in via Belvedere la situazione è ancora bloccata nel contenzioso tra il Consorzio di bonifica e il proprietario dei terreni adiacenti. Nel mese di novembre in via Belvedere a Vada furono abbattuti 39 cipressi secolari durante i lavori di manutenzione operati dal Consorzio di bonifica delle colline livornesi per allargare i fossi.
«All'inizio non dovevamo toccare le piante ma una concomitanza di fattori ha portato gli alberi a cadere. Alcune piante erano già in condizioni critiche; 17 cipressi erano in stato vegetativo, gli altri andavano potati e eliminati - ha spiegato ancora Pandolfi -. Una legge del 1904 stabilisce che nella fascia di 2 metri dai margini dell'argine non dovrebbe esserci altro».
La legge però prevede anche il riposizionamento dei cipressi eliminati, come dice lo stesso Pandolfi, e il contenzioso dunque è ancora aperto.
Mario Baldeschi del Consiglio di frazione di Vada, che ha seguito attentamente la questione di via Belvedere, ha sottolineato che «la solidità degli argini è garantita dalle radici degli alberi. Questi lavori stanno eliminando completamente la flora locale riducendo tutto a canale, non trovando un equilibrio tra antropizzazione e rispetto del paesaggio».
Un altro argomento emerso durante l'assemblea riguarda le nutrie nei fossi della Mazzanta. «Gli animali non sono assolutamente pericolosi per l'uomo, ma se la colonia moltiplicasse di numero potrebbe rappresentare un problema perché questi roditori scavano gli argini dietro le palizzate e per questo abbiamo fatto una segnalazione alla Polizia provinciale per monitorare la situazione alla Mazzanta», ha detto Pandolfi.
Silvia Trovato
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
