Sicurezza
«Mio figlio era caduto Le custodi come mamme»
ROSIGNANO. Il suo bambino è caduto a scuola, scivolando tra i banchi durante l’intervallo, e solo grazie alle cure di custodi e insegnanti è riuscito a superare un momento di choc. E lei vuole...
ROSIGNANO. Il suo bambino è caduto a scuola, scivolando tra i banchi durante l’intervallo, e solo grazie alle cure di custodi e insegnanti è riuscito a superare un momento di choc. E lei vuole riconoscere il merito alle persone che hanno aiutato suo figlio. «Spesso si sente dire - racconta Cinzia Antonelli - che le bidelle non fanno nulla e stanno a chiacchierare e fumare fuori dalla scuola. È una falsità, perché hanno accudito il mio bimbo come fosse loro figlio».
Cinzia ricorda che ieri il bambino, 7 anni - frequenta le elementari Ernesto Solvay - «è scivolato e ha battuto la testa, procurandosi una ferita a un sopracciglio. Perdeva tanto sangue ed era molto impaurito. E io più di lui - racconta -. Per fortuna quando sono arrivata, con lui c’erano la preside e le custodi, che si sono dimostrate veramente efficienti e affettuose». Il piccolo è stato aiutato e medicato, in attesa che arrivasse la mamma e lo portasse al pronto soccorso, dove la ferita è stata adeguatamente suturata.
«Anche al pronto soccorso sono stati gentilissimi - dice Cinzia -: era pieno ma ci hanno fatto passare subito e hanno trattato con grande tatto mio figlio, gli infermieri gli hanno anche regalato un attestato che lo definisce paziente modello. A lui è piaciuto molto».
E adesso che il suo bimbo è a casa, impaurito ma per fortuna senza ferite importanti, Cinzia ha deciso di spezzare una lancia, attraverso Il Tirreno, a favore di alcune categorie di lavoratori troppo spesse bistrattate. «Voglio ringraziare la preside, le maestre e soprattutto i custodi, Anna, Silvana, Franco e Giovanni. Grazie davvero, di cuore, perché si sono comportate come mamme, aiutando mio figlio e anche me».
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