La manifestazione
«Imprese in ginocchio, ma nessun aiuto»
Parlano gli imprenditori danneggiati dopo l’esondazione, situazioni più gravi a Montescudaio e Riparbella
CECINA. Non per tutti la piena del 31 gennaio si è risolta con un lieto fine. L'esondazione del fiume Cecina ha lasciato strascichi per alcuni cittadini ed anche ad alcune grosse imprese. Se su Cecina città le cifre sono più contenute del previsto, in altri Comuni, come Riparbella e Montescudaio, ci sono situazioni inverosimili, con privati e aziende che hanno danni per oltre centomila euro cadauno. Per adesso a sferzarli, dopo la piena, sta pensando la solita burocrazia, dato che se a Cecina i moduli per fare richiesta di risarcimento sono già arrivati, nel pisano a distanza di oltre due settimane non è ancora possibile avere modo di certificarli.
Il caso più eclatante è quello di un privato cittadino. Il suo nome è Alessandro Baldini ed è un residente del Comune di Riparbella nei pressi del fiume Cecina. Da lui la piena è arrivata a toccare il metro e quaranta di altezza delle mura di casa, distruggendo al suo interno il mobilio, quello che conteneva e l'impianto elettrico dell'abitazione, allagando le tre vetture di proprietà della famiglia. La furia dell'acqua ha poi spazzato via il suo scooter e tutti gli animali da cortile della piccola fattoria, circa centocinquanta conigli, un centinaio di galline e una cinquantina di piccioni. Il tutto stimabile in circa 100mila euro di danni.
Baldini, già dipendente della Pubblica assistenza di Cecina, è stato estremamente sfortunato, dato che è stato l'unico residente della zona ad avere danni così ingenti. «In pratica ho perso tutto. Non capisco - afferma l'uomo - come non sia ancora possibile avere i moduli per certificare i danni, quando Provincia e Comune dicono che ci aiuteranno. Bene inteso, i giorni successivi sono venuti a portare via tutti gli animali da cortile morti. E mi hanno detto: in qualche modo vi aiuteremo, quando arriveranno i soldi. Certo non saranno disponibili per risarcirvi completamente, ma cercheremo di dividerli in parti eque. Dopo più di due settimane però non sappiamo ancora niente». Danni ingenti anche all'azienda di materiali edili Carbone Srl. Purtroppo il proprietario, che abbiamo cercato di contattare per avere dati più concreti, è risultato irreperibile.
Su Cecina invece i danni sono stati più contenuti. Al momento a palazzo civico sono arrivate "solo" 26 richieste di risarcimento per la piena del 31, per una cifra approssimativa dichiarata dai privati e relativa ai danni subiti di 180mila euro (circa 7mila euro ciascuno in media). I danni al patrimonio pubblico sono stimati in 32mila euro, mentre le spese di somma urgenza per il soccorso in emergenza ammontano a poco meno di 5mila euro, e le spese di albergazione per le famiglie evacuate a 450 euro. Per quanto riguarda la seconda piena, quella del 10 febbraio, le spese di somma urgenza per il ripristino dell'argine sinistro della foce del Cecina e nolo del generatore per idrovore alla Magona ammontano a 18mila euro.
Ed anche nel Comune di Montescudaio ci sono stati danni ingenti. Perlopiù al parco mezzi e macchinari dell'impresa edile Pierino Vanni Srl. Il titolare non ha voluto fornire stime, affermando che molti mezzi sono ancora in riparazione e bisognerà vedere a conti fatti, anche se «questa volta la piena ci ha colpito in maniera devastante».
Marco Cacci
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