Il Tirreno

Il giornalista: «Noi la discontinuità»

Tra gli obiettivi la cultura. «La città deve avere un suo teatro»

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CECINA. Ribadisce che la sua candidatura è maturata nell’alveo del centrosinistra. Confessa che è stato contattato anche da movimenti civici del centrodestra. «Forse perché da giornalista non ho fatto sconti a nessuno», dice. «Ma il compito di un giornalista è quello di controllare come viene esercitato il potere e io, in questo, sono sempre stato dalla parte della gente». Antonio Valentini si presenta al Fitto. Lo ha fatto lunedì sera, introdotto da Mauro Bini di Sel. Ha toccato brevemente alcuni punti del programma che sarà annunciato sabato prossimo quando sarà inaugurata la sede elettorale in corso Matteotti. Ha tracciato un giudizio in chiaro scuro dell’amministrazione comunale uscente: «Molte cose buone sono state fatte», ha detto. «A partire dai conti in ordine e dalle opere di difesa idraulica, come l’argine remoto che ha impedito che Palazzi andasse sott’acqua». Ma ha ricordato anche quanto ancora si deve fare a difesa della sanità pubblica, per il decoro della città, con manutenzioni continue di strade, piazze e marciapiedi. Ha detto che bisogna investire nella cultura («Cecina deve avere un suo teatro») e ha invitato chi lo sostiene (Sel e comitato civico) ad aiutarlo per trovare insieme «un nostro modo di interpretare la sinfonia».

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