Il Tirreno

Si chiama Etrusco la moneta locale

Si chiama Etrusco la moneta locale

Un’idea di Solidarietà in movimento, all’interno dei Cinque stelle

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CECINA. Non è un vero e proprio ritorno alle origini, quando nel V secolo a.C. a Populonia gli etruschi stamparono le prime monete, ma l'idea di introdurre una moneta complementare a Cecina, con possibilità di utilizzo dei residenti delle città limitrofe, oggi è più vicina. Si chiama Etrusco, e forse più che una moneta complementare è un buono sconto. Il progetto è stato presentato ieri dall'associazione Solidarietà in Movimento, nei locali del movimento Cinque stelle di Cecina. Per i progettisti Domenico Caricari e Annalisa Caudullo, e il presidente dell'associazione Rosanna Farinetti, l'Etrusco «è lo strumento migliore per fronteggiare la crisi finanziaria. Una soluzione per organizzare offerte territoriali collaborando con altre imprese, in cui si inseriscono i cittadini. É un buono sconto solidale che ha la funzione di aumentare il potere d'acquisto di famiglie e consumatori, imprese e lavoratori e di combattere la carenza di liquidità». In Toscana tre Comuni hanno sistemi simili, mentre in Sardegna c'è il Sardex, oppure si può fare riferimento al Wir svizzero per chi volesse approfondire. In questi giorni gli organizzatori andranno negozio per negozio per cercare di convincere gli esercenti della bontà del prodotto, con l'idea che «la moneta complementare estende il concetto di fedeltà del cliente all'interno di un'area più vasta del singolo negozio». Il cambio stimato è di un Etrusco per ogni Euro, ma la cosa strabiliante, e anche l'aspetto che potrebbe far desistere dall'adottarlo, è che con ogni cinque euro di ricarica un consumatore riceve 100 Etruschi, le banconote sono state già realizzate, e si possono fare fino a 5 ricariche l'anno. Un bel risparmio per le tasche di tutti se si considera che l'Etrusco circolerà in un mercato chiuso dove sarà rispendibile presso gli altri esercizi commerciali che esporranno una vetrofania con lo sconto applicato in quel negozio, liberamente ma a partire dal 5%. Se fossero tutti ad adottarlo, ogni famiglia potrebbe risparmiare anche 2500 euro l'anno da spendere nei costi istituzionali, come le tasse e le bollette. Mentre il sistema degli sconti è a fondo perduto, così non accade con l'Etrusco. Il commerciante, oltre a non avere nessun costo di gestione, otterrà anche un risparmio fiscale accanto alla fidelizzazione della clientela .

Marco Cacci

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