Sicurezza
Otto negozi già chiusi solo nell’ultimo mese
Rosignano Solvay la frazione più colpita, il settore quello non alimentare In un anno nel comune sono state 42 le saracinesche costrette ad abbassarsi
ROSIGNANO. Sono quarantadue le attività commerciali sparse sul territorio comunale che, nell’ultimo anno, hanno deciso di abbassare le serrande. Ma il colpo più duro è arrivato nei primi mesi del 2014: tra gennaio e febbraio sono cessate otto attività a fronte di tre nuove aperture. La frazione più colpita dalla crisi è anche quella più grande: Rosignano Solvay.
Qui tra il primo gennaio 2013 e il febbraio 2014 hanno chiuso 28 negozi; facendo un raffronto con gli anni precedenti «è però possibile dire – commenta l’assessore al turismo Luca Agostini - che il numero totale delle attività commerciali presenti su tutto il territorio è rimasto pressoché invariato. Si tratta dunque di normali fluttuazioni tra negozi che chiudono e quelli aprono». Se il saldo tra negozi aperti e chiusi fino al 31 dicembre 2013 era in effetti positivo (41 nuove attività a fronte di 37 chiusure), i dati degli ultimi due mesi hanno cambiato la situazione. Nello specifico in neanche due mesi hanno chiuso 8 attività (3 sono state le aperture). Di queste otto cessazioni, una riguarda Castiglioncello, 6 Rosignano Solvay e una la frazione di Vada. L’accumulo di chiusure nei primi mesi del 2014 è avvenuto, molto probabilmente, perché i proprietari delle attività hanno approfittato del periodo dei saldi per vendere la merce rimasta prima di abbassare definitivamente le serrande. C’è da dire inoltre che i dati forniti dal Comune possono non corrispondere appieno alla realtà: «infatti non tutti i proprietari di attività commerciali quando decidono di chiudere- continua Agostini – lo comunicano agli uffici competenti». Scorporando i dati forniti dall’amministrazione comunale relativi all’anno appena trascorso (senza contare dunque i primi due mesi del 2014), sul territorio comunale hanno aperto 41 nuove attività commerciali e ne sono state chiuse 37. In particolare a Rosignano Solvay sono stati aperti 22 negozi (5 di prodotti alimentari e 17 non alimentari) e ne sono chiusi 22 (6 alimentari e 16 non alimentari). Sono 5, invece sempre a Rosignano Solvay, i negozi non alimentari chiusi negli ultimi due mesi. A Castiglioncello i negozi aperti sono stati 9 (di questi 5 non alimentari) a fronte di 4 chiusure. Vada conta un saldo negativo con 7 nuove aperture (5 non alimentari e 2 alimentari) a fronte di 8 cessazioni fino al 2013 (7 non alimentari) alle quali se ne deve aggiungere ancora una tra gennaio e febbraio 2014. Nelle altre frazioni la situazione è pressoché invariata. Sul territorio comunale vi sono anche 182 attività annuali classificate come Pubblici esercizi (bar, ristoranti, pizzerie..) contro 26 attività stagionali. Facendo un raffronto «nel 2009 e nel 2010 – dice Agostini - i pubblici esercizi annuali erano 179 e quelli stagionali 23». Sostanzialmente, negli ultimi cinque anni «l'andamento tra attività aperte e chiuse è pressoché invariato».
Una stagnazione con l’affacciarsi di un trend negativo all’inizio del 2014 che sta facendo riflettere. Una spinta positiva potrebbe essere data dalla creazione della rete dei Centri Commerciali Naturali: «Castiglioncello e Rosignano Solvay sono già una realtà – conclude Agostini – ma in tal senso si sta concretizzando il progetto anche a Rosignano Marittimo e Vada. Lo scopo è quello di puntare sull’organizzazione di eventi a scadenza fissa che attirino sul territorio sempre un maggior numero di persone, accompagnati da altre manifestazioni e attività».
Alessandra Bernardeschi
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