Il dolore
Un giardino biosociale realizzato dai bambini
Con “Haccompagnami all’horto” i ragazzi disabili sistemeranno l’area verde intorno alla torre del faro di Vada. Lo spazio sarà aperto a tutti
VADA. La torre del faro come centro di un giardino biosociale. È questo l'obiettivo di “Haccompagnami all'horto”, il progetto per la realizzazione di un orto botanico, una grande aiuola, nello spazio verde intorno alla torre del faro di Vada, portato avanti dall'associazione Il salvagente e dalla Uisp a favore dell’associazione Haccompagnami di Rosignano, e che vede coinvolti il Comune di Rosignano, la Rosignano Energia Ambiente e la floricoltura Poggio Fiorito.
Durante questo progetto verrà realizzata una grande aiuola all'interno del giardino della torre, curata fin dal principio da coloro che parteciperanno.
Questo progetto, in collaborazione con Haccompagnami ed altre associazioni impegnate nel sociale, nasce appunto dall'esigenza di coniugare la socializzazione, soprattutto delle persone diversamente abili, e il rispetto dell'ambiente.
«Nasciamo come associazione sportiva – ha spiegato Riccardo Nannetti, presidente dell’associazione Il salvagente – ma abbiamo sentito l'esigenza di collaborare con la sfera sociale, l'idea appunto era quella di fornire uno spazio verde ai ragazzi in modo che insieme ai parenti potessero fare qualcosa coniugando il sociale e l'ambiente. Ovviamente fruibile anche dai diversamente abili, che potranno lavorare senza alcun problema. Un segnale importante anche dall'amministrazione comunale e anche uno spirito d'iniziativa che viene dalla base, come disponibilità verso gli altri».
I lavori per realizzare il giardino biosociale inizieranno probabilmente in marzo, quando le temperature consentiranno di procedere a lavorare le piante che poi verranno interrate nella zona appena sotto all'ingresso della torre di Vada.
«Siamo stati contattati un anno fa – dice Barbara Rossi, presidente di Haccompagnami – e la filosofia della cosa ci è piaciuta, mettendo a disposizione uno spazio e dicendo che volevano fare qualcosa per noi. Da lì poi siamo arrivati a privati e amministrazione: per noi è una occasione di metterci in gioco e di dare la possibilità ai ragazzi di stare insieme all'aperto».
Soddisfatto del progetto anche il Comune. Il valore dell'iniziativa – ha affermato l'assessore alle politiche sociali Elena Ciaffone – è fuori dubbio, ed è nata dalla voglia di voler dare durante questi anni una forte impronta sociale al territorio. L'amministrazione ha favorito nel corso del tempo iniziative di questo genere e hanno riscosso sempre un grande successo andando avanti e divenendo molto importanti».
Daniele Meucci
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