Sicurezza
«Ma quale crisi? I giovani sono scansafatiche»
Cecina, polemiche di due albergatori e un titolare di un bar: «Li cerchiamo per la stagione, ma molti sono impreparati e sempre attaccati al telefonino»
I giovani sembrano non vivere con particolare sofferenza il dramma del lavoro se è vero che quando capita loro un’occasione, spesso, si trovano impreparati. Di questo sono convinti diversi imprenditori locali che offrono lavoro stagionale ma non disdegnano contratti a chiamata anche con l’utilizzo di voucher, particolarmente utilizzati nei periodi invernali e durante le festività. Il problema viene sollevato da Niccolò D’Andrea, noto albergatore e ristoratore di Marina di Cecina, stufo di situazioni in bilico per quanto riguarda i rapporti di lavoro con i propri dipendenti.
Sulla pagina di Facebook ironizza, ma non troppo, sulla delicata questione. «Un caloroso benvenuto – scrive - alla nuova generazione di giovani lavoratori: gli dai lavoro d'inverno, ti chiedono a quanto ammonta il salario ma spesso si dimenticano il curriculum; discutono sui sei euro, ma stapperebbero il vino con l'apriscatole. Dopo otto ore di lavoro impallidiscono come tacchini e dulcis in fundo ti inviano le dimissioni via sms. Dove è la grande crisi? Non esiste, stanno tutti alla grande». Dello stesso avviso anche altri imprenditori della zona come Maria Grazia Ranieri dell’hotel Massimo e Gianni Vaccaro di Wimbi beach bar. «C’è presunzione – aggiunge la Ranieri – la nostra generazione aveva principi differenti. Per noi il comando andava eseguito, non ce lo facevamo ripetere due volte. Manca il senso del dovere e la professionalità».
«All’inizio i presupposti appaiono buoni – conclude Gianni Vaccaro – ma poi a metà stagione iniziano i guai. E’ la quinta stagione che faccio e non ne ho trascorsa una indenne. Ti lasciano in corsa con scuse banali e assurde».
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