Il dolore
I giovani? «Scansafatiche e si licenziano via sms»
Parlano due albergatori e un titolare di un bar: «Li cerchiamo per la stagione Dobbiamo aver fortuna. Molti sono impreparati e sempre attaccati al telefonino»
CECINA. La crisi c’è, è innegabile ma i giovani sembrano non vivere con particolare sofferenza il dramma del lavoro se è vero che quando capita loro un’occasione, spesso, si trovano impreparati. Poco adatti a cimentarsi con una domanda che chiede di essere pronti, di buona volontà e soprattutto capaci di adattarsi a diverse situazioni. E di fronte alle prime difficoltà non sono pochi quelli che scelgono di fare baracca e burattini. Di questo sono convinti diversi imprenditori locali che offrono lavoro stagionale ma non disdegnano contratti a chiamata anche con l’utilizzo di voucher, particolarmente utilizzati nei periodi invernali e durante le festività. Se non altro è stato individuato il nemico numero uno per ci offre lavoro agli apprendisti (18-28 anni), i più additati in questa lista di “lavoratori poco virtuosi”: si tratta del telefonino. Da cui non riescono a separarsi mai, nemmeno in servizio, nemmeno mentre la gente aspetta seduta al tavolino. La precedenza è sempre del messaggino.
La denuncia. Il problema viene sollevato da Niccolò D’Andrea, noto albergatore e ristoratore di Marina di Cecina, stufo di situazioni in bilico per quanto riguarda i rapporti di lavoro con i propri dipendenti. Sulla pagina di Facebook ironizza, ma non troppo, sulla delicata questione. «Un caloroso benvenuto – scrive - alla nuova generazione di giovani lavoratori: gli dai lavoro d'inverno, ti chiedono a quanto ammonta il salario ma spesso si dimenticano il curriculum; discutono sui sei euro, ma stapperebbero il vino con l'apriscatole. Dopo otto ore di lavoro impallidiscono come tacchini e dulcis in fundo ti inviano le dimissioni via sms. Dove è la grande crisi? Non esiste, stanno tutti alla grande». Discutono sugli orari e si dimenticano di ogni regola. «La puntualità non esiste – spiega D’Andrea- non c’è percezione seria e reale del lavoro, per non parlare dell’uso continuo dei telefonini. Non ci puoi fare affidamento, un giorno ci sono e dal giorno dopo spariscono senza lasciare traccia. E’ un problema serio. La sera non vogliono lavorare, la mattina alle 6.30 è troppo presto per le colazioni…».
Generazioni a confronto. Dello stesso avviso anche altri imprenditori della zona come Maria Grazia Ranieri dell’hotel Massimo e Gianni Vaccaro di Wimbi beach bar. «C’è presunzione – aggiunge la Ranieri – la nostra generazione aveva principi differenti. Per noi il comando andava eseguito, non ce lo facevamo ripetere due volte. Manca il senso del dovere e la professionalità. Non si può certo fare di tutta l’erba un fascio ma è complicato trovare persone che ti possono seguire per tutta la stagione. Le testi d’inverno, le segui, gli dai fiducia e poi ti mollano improvvisamente e devi ricominciare tutto da capo, magari a due passi dall’estate. E’ deprimente. Anche solo per un rimprovero, che sarebbe normale, non lo accettano. E’ difficile fargli capire il valore di 50 euro per qualche ora, già arrivano con il telefonino da 500 euro, l’auto o il motorino. Il problema è a monte».
Il telefonino e l’abbandono in piena stagione . «All’inizio i presupposti appaiono buoni – conclude Gianni Vaccaro – ma poi a metà stagione iniziano i guai. E’ la quinta stagione che faccio e non ne ho trascorsa una indenne. Ti lasciano in corsa con scuse banali e assurde. Chiami anche i genitori che puntualmente li difendono, prendono le loro parti. Credo che siano troppo viziati, non li vedi prendere una scopa in mano. Arrivano e si mettono al telefono. E prima c’è la formazione, gli spieghi come si fanno i cocktail e tanti trucchi del mestiere, gratuitamente, insomma investi tempo ed energie e poi se ne vanno e non puoi farci niente. Ti rimbocchi le maniche e arrivi a fine stagione ».
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