Il Tirreno

Finisce l’inchiesta Fox Tutti assolti i 17 imputati

di Federico Lazzotti
Finisce l’inchiesta Fox Tutti assolti i 17 imputati

Politici, imprenditori e forze dell’ordine accusati tra l’altro di associazione a delinquere e corruzione. Un legale: «Chi gli restituirà anni di gogna?»

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LIVORNO. «Questo processo è partito come il male dei mali, coinvolgendo politici, liberi professionisti, forze dell’ordine e imprenditori. In ballo c’erano reati gravissimi come l’associazione per delinquere. E dopo nove anni dall’inizio dell’inchiesta e dopo quattro anni di udienze tutte le accuse si sono rivelate infondate. Una prova di come la Procura avrebbe dovuto lavorare meglio. Oggi alle persone coinvolte è stata restituita un po’ di giustizia, ma la gogna che hanno subito, quella nessuno potrà mai riscattarla». L’avvocato Roberto Nuti, difensore di alcuni dei principali imputati del processo Fox, ha appena finito di ascoltare la lettura del dispositivo con il quale il giudice Gabriella Marinelli, presidente del collegio, ha di fatto sciolto in venti righe dieci fascicoli di inchiesta, confermando le richieste di assoluzioni del pubblico ministero Giuseppe Rizzo durante la requisitoria.

«È andata al di là di ogni più rosea aspettativa», prosegue il legale. Assolti, tra gli altri, l’imprenditore “Beppe” Doveri, l’ex commissario dell’autorità portuale Bruno Lenzi, il sindaco di Castagneto Carducci Fabio Tinti, il geometra Moreno Fusi, l’ex vice comandante del nucleo di polizia tributaria Giovanni Bello e l’ingegnere Luciano Lorenzini.

Al centro dell’inchiesta - condotta dai carabinieri - ci sarebbe stata un sodalizio «avente come scopo - si legge nel capo d’imputazione - il conseguimento di benefici diretti e indiretti, in violazione di norme e regolamenti vigenti, a vantaggio dei singoli associati o di persone a loro vicine, grazie alla commissione tra attività imprenditoriali in vari settori e funzione pubbliche svolte da alcuni degli associati, provvedendo anche alla collocazione in funzioni e rilevanti della pubblica amministrazione».

Della presunta associazione avrebbero fatto parte Giuseppe Doveri, il suo braccio destro Sergio Quilici, l’ingegnere Luciano Lorenzini, Roberto Cascavilla, Giovanni Bello e Paolo Mori. I sei sono stati assolti - si legge nella sentenza - perché il fatto non sussiste. Oltre ai presunti e non provati favori per il trasferimento di militari, al centro del processo c’era la corruzione contestata al sindaco di Castagneto Carducci Fabio Tinti, che secondo i militari avrebbe favorito la Turmar di Doveri per l’approvazione del progetto di costruzione di un complesso turistico in cambio dell’assunzione del figlio al campeggio dell’imprenditore. «Il presupposto dal quale è partita l’accusa era un falso storico, quel progetto era regolare. Per fortuna il pubblico ministero nella sua requisitoria è stato onesto chiedendo l’assoluzione». E il tribunale ha confermato assolvendo gli imputati perché il fatto non sussiste. La stragrande maggioranza dei reati contestati agli imputati, anche quelli di scopo, visto il tempo trascorso, sono nel frattempo decaduti per l’intervenuta prescrizione. È così che sono stati assolti, per i reati minori, lo stesso Doveri, Roberto Cascavilla, Paolo Mori, Giovanni Bello, Emiliano Angelo Gori e Bruno Raffaele.

Assolto «perché il fatto non sussiste» anche l’ex presidente della Porto 2000 Bruno Lenzi accusato di abuso d’ufficio per aver affidato a Cascavilla, pure lui prosciolto, in cambio di 3mila euro di polizze assicurative il compito di aiutarlo a diventare presidente dell’Autorità Portuale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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