Sicurezza
Candidatura Valentini e i veleni in casa Pd Sel: «Vi disturbiamo?»
CECINA. Si respira aria da resa dei conti all’interno del centrosinistra. La sensazione, neanche troppo velata, è che le schermaglie andranno avanti ancora per un bel po’ di tempo. E se ieri era il...
CECINA. Si respira aria da resa dei conti all’interno del centrosinistra. La sensazione, neanche troppo velata, è che le schermaglie andranno avanti ancora per un bel po’ di tempo. E se ieri era il segretario dell’Unione, Benedetto Roventini, ad affondare il colpo e chiedere l’intervento della commissione di garanzia per valutare «l’atteggiamento di alcuni iscritti», oggi è Sel a replicare punto su punto e non ci va certo di fioretto.
«Antonio Valentini è il candidato di Sel – scrive Mario Baldeschi, coordinatore per la Bassa val di Cecina - e le adesioni di cittadini alla stessa sono aperte. Si stanno ricamando intorno questo nome scenari non attinenti alla realtà forse per spostare l’attenzione dalla centralità del problema che non è rappresentato da Sel. Con il Pd abbiamo avuto due riunioni: il 15 gennaio e il 3 febbraio. Per concordare il secondo incontro abbiamo telefonato ripetute volte: i tempi e le procedure delle primarie interne erano così intense da non trovare un’ora per discutere di programmi. Di questo si trattava: discutere non di nomi ma di obiettivi, gli stessi che abbiamo condiviso nell’ultima riunione e su cui Sel ha deciso di aderire alla coalizione. In questo intermezzo non avevamo una candidatura che è invece maturata dopo la seconda riunione».
«Disturba Sel o la candidatura? si chiede ancora il coordinaatore Baldeschi - Qualcuno la definisce ostile al Pd ed è forse tale perché nelle sue cronache locali ha scritto sulle “debolezze”del Comune? O forse perché Sel presentando una sua candidatura ha destabilizzato una predefinizione di geometrie che non trovavano la condivisione di tanti cittadini, anche aderenti al Pd?».
Baldeschi ritiene che debba essere il Pd a contattare Sel visto che «era stato lui a rimandare la riunione della coalizione». C’è poi la questione del ventilato ricorso alla commissione di garanzia per valutare gli iscritti passati con Valentini e il dimissionamento di Andrea Pierucci dalla segreteria di lunedì sera. Se il diretto interessato non commenta l’allontanamento e tronca la conversazione sul nasce altri iscritti più navigati rispondono alle esternazioni di Roventini.
«Il segretario chiede un parere alla Federazione?- dice Enrico Pieraccini, assessore e membro del comitato promotore per il giornalista – Lo facciano pure. Personalmente non ho firmato per nessun candidato e comunque ritengo che un uomo della coalizione possa essere votato. Ritengo anche che i due nomi del Pd per le primarie non siano forti: Samuele Lippi non entusiasma ed Emiliano Costagli non ha esperienza. Per questo ritengo che Valentini sia un cavallo su cui puntare. In questo momento è assurdo mettere in piedi una guerra tra poveri, andrebbe fatto il bene del partito anche se questo viene da un’esponente della coalizione. Il ricorso alla commissione di garanzia si potrebbe addirittura ritorgere contro Roventini, visto che siamo il partito dei democratici. E poi mi viene da ridere: quando c’è qualche dubbio di rivolgiamo a Livorno che a noi non chiede mai niente. Avrebbe più senso parlarne in assemblea di queste cose».
Antonio Valentini torna oggi dall’Africa. Già stasera s’incontrerà con i suoi sostenitori. Anche se non ha avuto modo di seguire la bagarre iniziata dopo la sua partenza e l’ufficializzazione della sua candidatura ci tiene ad esprimere solidarietà a Pierucci.
«Andrea è una persona seria e corretta – dice – rispetto l’autonomia decisionale del Pd, però, ritengo che il dialogo e il confronto costituiscano l’identità valoriale del centrosinistra. In quest’ottica, al mio rientro, ci attiveremo in vista delle primarie di coalizione».
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