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Prime teste cadute nel Pd si è dimesso Pierucci

Prime teste cadute nel Pd si è dimesso Pierucci

Il segretario chiede chiarezza sulla candidatura Valentini: «Sel deve dire se corre per loro o per un gruppo che riunisce anche iscritti al mio partito»

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CECINA. In casa Pd cominciano a cadere le teste. La prima è quella di Andrea Pierucci, componente della segreteria in quota renziana (Cecina Adesso) passato di recente con la squadra che sponsorizza la candidatura di Antonio Valentini. Pierucci è stato “dimesso” lunedì sera durante la riunione di segreteria alla Guido Rossa. Chi ha partecipato all’incontro parla di una telefonata (Pierucci non era presente) abbastanza cordiale da parte del segretario dell’Unione Benedetto Roventini ma risoluta. «Pierucci è uscito dalla segreteria – spiega Roventini – perché è venuto meno il rapporto di correttezza che lo legava a me e alla mia squadra. Del resto il suo incarico era su base fiduciaria e visto che non si è nemmeno premurato di avvisarmi che avrebbe sostenuto Valentini e che, anzi, l’ho saputo leggendo il giornale, ritengo che non ci siano più i presupposti per seguire lo stesso percorso». Non è tutto, perché potrebbero rotolare altre teste. Infatti, Roventini nei prossimi giorni scriverà alla commissione di garanzia della Federazione per «comprendere come comportarsi» nei confronti di quegli iscritti che hanno saltato la staccionata per passare con Sel. «Trovo quantomeno anomalo – dice il segretario – che gli iscritti del mio partito si mettano ad appoggiare la lista di un partito alleato. E, al di là della questione morale, c’è un regolamento che va rispettato». In attesa che domani il giornalista torni dall’Africa, l’ex sindaco Claudio Vanni prova a fare chiarezza. «Valentini è la candidatura di Sel – dice – e poi avrà il sostegno esterno da parte di altre persone. Fine». Ma la cordata che fa capo a Sel riuscirà a partecipare alle primarie del 9 marzo? «In questi giorni mi aspettavo una telefonata da Sel – dice Roventini – ma non ne ho ricevute e, quindi, alzerò la cornetta per primo. Il problema non è cosa voglia fare il Pd, ma come intenda comportarsi Sel e se voglia impegnarsi nelle primarie di coalizione. Se mi diranno che Valentini è il candidato di Sinistra Ecologia e Libertà è un conto, se invece mi diranno che corre per un gruppo che riunisce anche degli iscritti al mio partito si apre tutto un altro scenario. Sel ci deve dire se l’accordo che facemmo la scorsa settimana, prima che venisse fuori il nome di Valentini, era un patto tra persone serie o se abbiamo perso tempo». In ogni caso, il Pd definirà il programma per le primarie nei prossimi giorni e sarà un documento che dovrà essere sottoscritto da tutti gli alleati. Proprio su questo punto si starebbe valutando se pilotare un’eventuale rottura con il partito di Vendola prima di arrivare al voto di marzo.

Intanto, visto che potrebbe essere una contesa a cinque, alcuni iscritti propongono di inserire anche il ballottaggio. «Il regolamento delle primarie prevede che ci possa essere il ballottaggio – scrive Vincenzo Argentieri - e demanda all'assemblea comunale del questa decisione con l'approvazione del 60% dei voti». Questo perché, a conti fatti, il vincitore delle primarie potrebbe andare a rappresentare il centrosinistra alle amministrative, magari con il favore del 25-30 per cento di chi voterà il 9 marzo. Una percentuale abbastanza esigua».

Rino Bucci

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