La manifestazione
La nuova App multiuso inventata a Rosignano
L’idea è del giovane Matteo Morelli, esperto d’informatica emigrato in Germania È ai primi posti negli store virtuali, informa su patente e programmi televisivi
ROSIGNANO. Si chiama multiApp e fa diverse cose. Ti dice quanti punti ti sono rimasti sulla patente, ti informa sul palinsesto televisivo della giornata, ti ragguaglia sul meteo e molto altro. In pratica, è una matrioska: in un’applicazione ce ne sono contenute trentacinque. Gli utenti Apple e Android hanno fiutato l’affare e l’app è schizzata per qualche settimana al primo posto negli store virtuali (vende fra le 250 e le 380 al giorno e ha una media voti di 4,8 su 5). A progettarla non è stata una multinazionale ma un ragazzo di Rosignano, Matteo Morelli, che ha 24 anni e ormai ha abbandonato l’Italia per cercare fortuna in Germania. A dire il vero, Matteo ormai è un veterano: un paio di anni, insieme all’amico Andrea Mori, aveva scalato le classifiche dell’Appstore con il “Calcolone”. «Fin da piccolo – racconta - sono stato attratto dall’elettronica e dalla tecnologia tant’è che non ho un giocattolo che mi sia rimasto integro. Non ho mai resistito all’idea di aprirli per vederne il contenuto. Con tutti i soldi delle mia prima comunione, con la scusa che questo mi avrebbe aiutato con la scuola decisi a undici anni di comprarmi un computer». E quella fu la svolta insieme alla scoperta di internet e alla realizzazione dei primi siti internet. "Quando ho iniziato ad avere la padronanza degli strumenti – dice – ho iniziato a realizzare le app". E il debutto nel mondo degli smartphone va alla grande. Al punto che Matteo, studente al primo anno di ingegneria a Pisa si trova davanti "ad un crollo dei miei voti" e decide di chiudere con gli studi per trasferirsi in Germania. Un po’ come fece un tale Steve Jobs quando abbandonò il Reed College di Portland dopo sei mesi per rincorrere un sogno. «Sono in Germania da oltre un anno – racconta - e credo che in Italia si investa poco sui giovani. Nel nostro paese per affacciarsi ad una professione devi essere laureato, è quasi un requisito fondamentale; io ad esempio non mi potrei presentare alla gran parte dei colloqui di lavoro per informatici. Vi racconto un episodio che mi ha colpito. Qui in Germania la prima volta che sono andato a fare un colloquio per un progetto con una grande azienda informatica ho portato il mio curriculum dove c’è scritto che ho interrotto gli studi universitari. Temevo il peggio. Il Ceo dell’azienda lo ha letto e ha detto “Vedo che non sei laureato”. Io ho cercato di dare spiegazioni e lui mi ha interrotto dicendomi: “Per fortuna! Ho quasi licenziato tutti i miei laureati, sono venuti qui e stavano tutto il giorno a chiedere come fare le cose”». E il futuro? «Credo che dovrò spostarmi ancora – chiude Matteo - proprio oggi (qualche giorno fa, ndr) mi è arrivata un’ offerta per un colloquio di lavoro da Microsoft in svizzera a Basilea».
Rino Bucci
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